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Final Eight Coppa Italia 2026 da record: Gherardini lancia la sfida sulla sostenibilità

Record di 12.597 spettatori all’Inalpi Arena per la finale: il presidente Gherardini traccia la linea tra sostenibilità e scenari futuri

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Final Eight
Foto LBA

La Frecciarossa Final Eight si chiude con numeri record e con parole che tracciano la rotta del futuro. Prima della finale disputata all’Inalpi Arena di Torino, è andata in scena la tradizionale conferenza stampa del presidente di Lega, che per la prima volta ha avuto come protagonista Maurizio Gherardini. Un intervento che ha toccato sostenibilità, visione strategica e prospettive internazionali del basket italiano.

A rendere ancora più storica l’edizione 2026 è stato il dato sugli spalti: 12.597 spettatori per la finale – record assoluto per una finale di Coppa Italia – e 40.014 presenze complessive nelle giornate torinesi. Sul campo, a sollevare il trofeo è stata l’Olimpia Milano, capace di superare in finale la Derthona Basket al termine di un percorso convincente.

SOSTENIBILITA’ E CULTURA, LA LINEA DI GHERARDINI.

Nel suo intervento, Gherardini ha posto l’accento su un concetto chiave per la crescita del movimento:«Se vogliamo crescere come Lega, dobbiamo essere il più possibile sostenibili. Sono convinto si debba arrivare a cambiare la cultura dei club: dobbiamo spendere i soldi che abbiamo e generiamo, ma non possiamo spenderli completamente per la costruzione del roster. Dobbiamo anche investirli sulla struttura».

Un messaggio chiaro, che va oltre il semplice risultato sportivo. L’idea è quella di costruire basi solide, investendo in organizzazione, impiantistica e progettualità a lungo termine. Non solo talento in campo, dunque, ma anche crescita manageriale e infrastrutturale.

Non sono mancati i riferimenti ai casi di Trapani e Bergamo, simbolo delle difficoltà che attraversano alcune realtà del basket italiano: «La cosa che faccio più fatica a trasmettere è l’importanza di essere una squadra. L’interesse deve essere collettivo. In generale il nostro movimento ha troppe realtà rispetto alla dimensione ed alle risorse. Tendiamo più alla mediocrità che all’eccellenza. Dobbiamo dare più qualità a quello che riusciamo a sviluppare. Il vero passo è cambiare la cultura, non solo con quello che avviene in campo, ma anche fuori dal campo. Altrimenti lasciamo perdere».

Parole forti, che sottolineano la necessità di un cambio di mentalità per competere a livello europeo e attrarre nuovi investimenti.

RECORD DI PUBBLICO E FUTURO DELLE FINAL EIGHT.

Sul piano organizzativo, la Final Eight 2026 rappresenta un punto di partenza più che di arrivo: «Siamo contenti dei risultati delle Final Eight e delle novità portate. Ma non dobbiamo fermarci. Per essere sempre più appetibili, per gli sponsor e gli imprenditori. Renderli sempre più innamorati delle cose che facciamo. Il basket deve diventare una possibilità di miglioramento».

I numeri danno ragione alla Lega: il record di 12.597 spettatori per la finale e le oltre 40 mila presenze complessive certificano la centralità dell’evento nel panorama sportivo italiano. Resta però da definire la sede dell’edizione 2027: «Siamo estremamente soddisfatti di quello che abbiamo vissuto in questi giorni e tutti i risultati collegati. Entreremo in una seconda fase di debrifing, ci saranno delle riflessioni e studiamo se c’è la volontà e il margine per proseguire. È un po’ presto. Ci sono impianti che stanno andando avanti per essere completati, bisogna vedere i tempi».

Infine, uno sguardo oltreconfine con il tema NBA Europe: «Non ci sono cose ufficiali. È però chiaro ed evidente che sta andando avanti un progetto importantissimo per l’Europa. L’Italia è un paese cardine. Sapere di far parte di questo tipo di geografia è molto importante. L’NBA è un fenomeno che ti garantisce successo, bisogna vedere come si svilupperà tra qualche mese, ma è importantissimo anche per l’ordine a livello europeo per capire cosa avverrà a livello delle competizioni. Se NBA decide di investire in Europa, il fatto di essere parte è un valore aggiunto per la lega domestica».

Tra sostenibilità, record di pubblico e scenari internazionali, la Coppa Italia 2026 consegna al basket italiano un messaggio chiaro: per crescere serve visione, unità d’intenti e la capacità di trasformare un grande evento in un volano strutturale per tutto il movimento.

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