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Fortitudo Bologna

La Fortitudo ha i nervi saldi: battuta 83-73 anche l’Urania Milano!

Al Paladozza è una battaglia, ma la Fortitudo segna nei momenti cruciali e vince contro l’Urania Milano. Monumentale Sorokas

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Simon Anumba in schiacciata crediti Fortitudo Pallacanestro
Simon Anumba (©Fortitudo Pallacanestro)

FLATS SERVICE FORTITUDO BOLOGNA 83-73 WEEGRENIT URANIA MILANO (21-13;14-17;27-25;21-18)

Flats Service Fortitudo Bologna: Braccio ne, Bentivogli ne, Sarto8, Anumba 11, Della Rosa 8, Sorokas 29, Imbrò 3, Guaiana, Fantinelli 10, De Vico ne, Perkovic 10, Moretti. All. Caja

Weegrenit Urania Milano: Taylor 22, Gentile 13, Amato 10, Lupusor, Rashed, D’Almeida, Morse 17, Cavallero 2, Morgillo, Sabatini 9. All. Cardani

Qui le statistiche complete

La cronaca di Fortitudo-Urania: primo tempo

Quintetti iniziali:

Fortitudo Bologna: Fantinelli, Perkovic, Sarto, Anumba, Sorokas

Urania Milano: Taylor, Gentile, Cavallero, D’Almeida, Morse.

Partenza senza lampi di grande pallacanestro da ambe le parti, con unico guizzo la stoppata di Gentile su Fantinelli e conseguente benvenuto della Fossa. Non si segna neanche per sbaglio, ma almeno se la Fortitudo fa male l’Urania fa peggio, e si scavalla la metà del primo quarto su un mesto 7-6. Dalla sponda meneghina dentro la coppia di ex Morgillo-Sabatini, con la stessa voglia di far vedere a Caja cosa si è persi di quando s’incontra l’antica fiamma che ti aveva ghostato in discoteca, e per il resto non tanto altro da segnalare se non le sportellate di Anumba e la buona volontà di Moretti quando c’è da far la lotta per la boccia. Sdeng di Gentile allo scadere, 21-13 dopo 10′.

Rientro da 9-2 per Milano, mentre la Effe si vede sputar fuori dal ferro qualche pallone sfortunato, e di conseguenza il vantaggio  ridursi a un singolo punticino. Caja s’infuria come le nonne quando gli dici che non hai più fame e chiama minuto per strigliare i suoi, o forse per infliggergli il supplizio della ruota: qualsiasi sia stata la tortura, la Fortitudo tutto sommato ne beneficia, visto il 6-0 immediato che arriva dalla sponda biancoblù. Gentile canna l’ennesimo libero (1/5, 4/9 di squadra), ma Milano resta in scia approfittando della valanga di falli commessi dalla Effe. Pausa lunga, 35-30 in favore biancoblù.

Samuele Moretti crediti Fortitudo Pallacanestro

Samuele Moretti (©Fortitudo Pallacanestro)

Secondo tempo

Non si scolla l’Urania, che un po’ grazie a un ringhioso Gentile (che continua tuttavia il suo psicodramma ai liberi), un po’ con un Taylor da 16 punti rimane incollato alle calcagna dell’Aquila. Dentro Imbrò, a segno letteralmente al primo pallone toccato. A complicare la partita sono però i falli biancoblù, con Della Rosa a quota 4 e Milano spesso a fare pic-nic in lunetta, anche se statisticamente il banchetto viene trasformato in spuntino. Le castagne se le smazzano Sorokas e Sarto, col lituano ad allargare le braccia indicando “3” con le mani a una manciata di secondi alla penultima sirena. Ancora un quarto, 62-55.

Due perse da far gridar vendetta dal lato Effe al ritorno sul parquet, 5-0 di parziale meneghino e altro giro di timeout di Caja. Stoppata di Moretti che vale quanto l’amico astemio che ti riporta a casa dopo una serata brava, ma la palla non vuole saperne di entrare e Amato firma il -1, ma è ancora Sorokas l’uomo da non lasciare solo per gli ospiti: 5-0 del lituano, che rimescola tutto a 4′ alla fine. Ultimi minuti concitati, la Fortitudo è brava nel far scorrere il crono e a trovare il canestro a fil di sirena. Milano è senza benzina, e il casello troppo lontano: 83-73 finale, il Paladozza è un luogo sicuro.

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