Fortitudo Bologna
La Effe da 0 a 100 – 10 statistiche di Fortitudo-Ruvo di Puglia
La Fortitudo supera 91-54 Ruvo di Puglia e resta in corsa per la qualificazione alla Final Four di Coppa Italia. Ecco 10dati del match
Premessa: non stiamo parlando di Italia-Lituania di Atene 2004, vista la magra dose di emozioni vere arrivate ieri sera al Paladozza. Poi, lungi da noi lamenteggiare anche dopo una vittoria di 37 punti, come se alla fine valessero solo quelle all’ultimo secondo, quelle faticose, contro le corazzate del campionato. Quella di ieri è una di quelle partite che la Fortitudo ha il merito di chiudere quasi subito, un po’ per bravura, un po’ per la serata da mani nei capelli per i pugliesi. Vittoria serviva, e vittoria è arrivata. Ecco 10 dati di Fortitudo-Ruvo di Puglia (91-54).
10 statistiche di Fortitudo-Ruvo di Puglia
1 – Le squadre già qualificate alla Coppa Italia. Pesaro, a onor di cronaca. Ora, detto che la qualificazione alla Coppa occupa solo una parte molto relativa dei sonni della Fortitudo, bisognerà per forza di cose rinviare il discorso alla prossima giornata. Verona, Brindisi e Rimini avranno modo di provare il colpaccio (Pesaro, Roseto e Pistoia le avversarie), ma dai piani di sotto Fortitudo, Avellino, Cividale e Livorno hanno ancora le scarpe allacciate. Insomma, il brodo ha ancora grasso da far colare, ma ci si vedrà solo con i tortellini già nella pancia, il 28 dicembre.
2 – I volti della gara di Imbrò. Il ragazzone siciliano non fa in tempo ad entrare in campo che aveva già preso due ferri, perso un pallone e aveva sentito un discreto rumoreggiare dagli spalti. Richiamato in panchina con un tale avvilimento addosso che alla sottoscritta veniva voglia di scendere dalla tribuna stampa a dargli una pacca sulla spalla, Caja gli offre subito la possibilità di redimersi, e ne approfitta alla grande. Rendimento sul parquet a parte (comunque 6 punti e 4 assist), altra prova del fatto che l’ex Trapani ci tenga assai.

Paulius Sorokas, Alvise Sarto e Matteo Imbrò (©Fortitudo Pallacanestro)
2 bis – I ragazzi della Fortitudo elogiati da Caja nel postgara. Guaiana e Moretti, per la precisione, col primo che continua la sua silenziosa crescita, in doppia cifra e con ben 3 palloni recuperati, l’altro che torna a fare quello che si era visto nelle prime gare in maglia biancoblù, con anche una bella stoppata nell’unico momento delicato (o almeno delicatino, dai) della gara. E se la carezza arriva spontaneamente da Caja…
I singoli
3 – I falli fatti da De Vico in 8′. Va bene, probabilmente dopo una panchina durata oltre 3 quarti il brianzolo è entrato con la stessa voglia di giocare di un cagnolino appena entra nella sua nuova casa, che non appena tocca il tappeto fa la pipì dappertutto. Sul +40 e passa, nessun dramma, anzi, ma l’ala dovrà cercare di ritagliarsi il suo vero spazio dentro quest’Aquila, per passare da satellite a pianeta in questa Fortitudo.
10 – Gli assist di Fantinelli. Come era mancato, il capitano, anche se le veci fatte da Della Rosa in quintetto non erano state assolutamente disonorevoli, anzi. Non in palla come in altre fasi dell’anno, ma preciso, puntuale, dove serve e quando serve. Manda avanti tutti sul +37 anche all’ultima azione, probabilmente per provare a far buttare dentro il pallone a uno tra Braccio e Barbieri. Capitano vero.
15 – I rimbalzi di Sorokas. Ennesima menzione all’interno della rubrica, ma il lituano in questa categoria è secondo solo al lungone di Torino Allen con 9.8 palloni catturati a partita (10.2 quelli dell’americano gialloblù), per cui, fin che la barca va, lasciala andare. Quelli che sembrano straordinari sono per lui ordinaria amministrazione. Ne escono anche 23 punti, anche se, come detto, predicando quasi nel deserto.

Paulius Sorokas (©Fortitudo Pallacanestro)
Ruvo di Puglia
19 – I canestri messi da Ruvo dal campo. Ai quali si possono aggiungere i 9 liberi su 9 messi a segno, ma non cambierebbe più di tanto una solfa che avrebbe potuto anche essere più tragica di così. Per puntare alla salvezza, bisognerà sperare di avere mani più educate a tu per tu col ferro. E sia chiaro, Verona al Paladozza ne mise 47: quella, però, fu tutt’altra partita.
29 – I minuti in campo per Borra. Grande ex di giornata, non solo per la stazza del bolognesone. Si becca applausi prima, durante e dopo la gara, che lo ha visto impegnato a destra e sinistra, spesse volte senza grandi fortune. Poi, che sia un buonone lo sanno tutti, in primis la Fossa, che non vedeva l’ora di cantare l’affettuoso coro in onore del pupillo biancoblù (che non vi riproporremo solo per evitare denunce).
300 – I tifosi di Ruvo presenti al Paladozza. La società, nel postpartita, si è scusata coi propri numerosi supporters per la prestazione offerta a Bologna, non esattamente a torto. Alla fine, gli MVP si rivelano proprio loro dalla sponda pugliese, anche se le sirene si sono rivelate quasi più fastidiose delle vuvuzela. Anzi, dai, come le vuvuzela no.
Tanta – L’importanza di questa vittoria. Lo ribadiamo volentieri: certamente una partita meno goduriosa di Brindisi o Cividale, ma dopo due sconfitte consecutive l’importante era avere una risposta dal centralino, indipendentemente dal fatto che il “pronto?” arrivasse al primo tu-tu o dopo essersi sorbiti 30′ di musica da camera. Auguri a tutti dal Paladozza: a Capodanno ci si ripenserà tra una settimana, senza troppo panettone sullo stomaco, speriamo.
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