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La Effe da 0 a 100 – 10 statistiche di Torino-Fortitudo

La Fortitudo torna a vincere in trasferta battendo a domicilio una Torino mai doma. Occhi sulla prossima gara in esterna a Ruvo di Puglia

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(©1000cuorirossoblù)

Uao, che roba. Alla Fortitudo bastano 40′ per passare da una regular season che oramai poteva essere vista come un trampolino nemmeno troppo comodo verso i playoff (evitare i play-in sarebbe stata la migliore delle ipotesi, ecco), per passare a una seppur temporanea vetta del campionato con l’esclusione di Bergamo. Ma la nota lieta del venerdì sera è quella di una Effe che torna finalmente a vincere in trasferta, avendo come protagonista l’ultimo arrivato sul carro, Perkovic, a fare davvero lo straniero. Poi, si sa, non sarebbe Fortitudo senza una massiccia mole di sofferenza, ma a contare, in questo caso, sono solo e soltanto i 2 punti. Ecco 10 dati chiave di Torino-Fortitudo (68-73).

10 dati di Torino-Fortitudo

Pazzesco – Lo stile di De Vico. Te lo assicuriamo, Niccolò, potresti diventare il giocatore che ci sta più simpatico di sempre. Si presenta a Torino con un baffo da uomo che sa quello che vuole, che sviterebbe la marmellata col tappo duro e catturerebbe le cimici tragicamente volate in casa. Dopo il taglio di Moretti, finalmente c’è un nuovo sceriffo in città. De Vico uomo di personalità, il mondo ha bisogno di te. Ah, e ha anche giocato benissimo, comunque. “Pazzesco” non è un numero? Amen.

Niccolò De Vico crediti Fortitudo Pallacanestro

Niccolò De Vico (©Fortitudo Pallacanestro)

1 – La posizione della Fortitudo per qualche ora. Va bene, Cento non è riuscita a fare il favore ai biancoblù di battere una forsennata Pesaro, ma guardare la banda in cima alla classifica dal piano di sotto rispetto alla metà del grattacielo è ben altra roba. Si attenderanno poi i verdetti di Rimini e Brindisi, con Cividale che ha invece perso in casa di un’Urania in versione olimpica. Speriamo che il “regalo” orobico non venga dilapidato tra 7 giorni in quel di Ruvo di Puglia.

2 – I tiri presi da Imbrò. Si esaurisce quasi subito il boost di fiducia guadagnato dall’ultima gara al Paladozza. Solo 8′ in campo per lui, pochi palloni toccati, pochi tiri, poco tutto, e alla fine virgola. Alla fine è l’unico che non si siede a tavola a banchettare, ma visto com’è andata, tutto è bene quel che finisce bene. Servirebbe un filo in più di continuità, però.

3 – Le triple di Della Rosa. Da quando è ufficialmente sotto la nostra protezione non ne sbaglia più una. Provvidenziale quando nell’ultimo quarto la palla pesava come l’ultima verifica dell’anno con una media del 6 spaccato: ancora una volta, recita il ruolo dell’americano acquisito. Pistoia is the new Las Vegas.

9 – I rimbalzi di Sorokas. Solita robina preziosa, in una partita dove Torino prova a mettergli la museruola tutto il tempo. Non domina come al solito, accerchiato da piemontesi, ma ne esce comunque una partita di cuore e attributi, anche se non è assolutamente una novità. Un campo di cocomeri.

Paulius Sorokas e Gianluca Della Rosa festeggiano con i tifosi crediti Fortitudo Pallacanestro

Paulius Sorokas e Gianluca Della Rosa festeggiano con i tifosi (©Fortitudo Pallacanestro)

10 – Le triple della Fortitudo. Dopo partite e partite a doversi disperare davanti a disastrose percentuali dalla distanza, finalmente una trasferta dove s’è fatto vedere anche un po’ del (tanto) potenziale dalla batteria d’arcieri, col 50%, per giunta. Ci si sarà allenati a lanciar palle mediche dall’arco in settimana? Chissà. Finché dura la cecchinanza anche lontano da Piazza Azzarita, però, ben venga.

14 – I minuti di Guaiana. Riscatta un paio di enigmatici ne con una prestazione generosa e convincente, peraltro in una partita esponenzialmente meno in discesa della gara con Pistoia. Mistero della fede.

17 – I punti di vantaggio che ha avuto la Fortitudo. Effettivamente sarebbe stato troppo facile gestire con anticipo la gara, mettendo in ghiaccio il risultato senza dover chiudere in affanno la partita. Meglio chiudere con la lotteria liberi, difendendo un +2 e rischiando di venir riacciuffati dal quarantenne Cusin, con doppio sdeng dalla media, e con un Teague letteralmente tarantolato. Così c’è più gusto, dai.

26 – La valutazione di Perkovic. Risponde a qualche critica nella maniera migliore possibile: coi fatti. Ne spara dentro 22, non sbaglia un libero, rimbalza, assista, il tutto con la dose di concretezza che era forse mancata nelle gare precedenti, comunque produttive. Brutto, sporco e cattivo come piace a queste latitudini, si fa voler bene in tempi record dal popolo biancoblù. Rubacuori, perfetto sotto San Valentino.

Toni Perkovic (©Fortitudo Pallacanestro)

Toni Perkovic (©Fortitudo Pallacanestro)

28 – La valutazione di Allen. Quasi da Space Jam, con la differenza che però siamo in A2, in Italia, in una squadra che dopo la rivoluzione della classifica bazzica dalle parti del 14esimo posto. Insuperabile a rimbalzo, aggiunge ai pettorali anche una buona dose di precisione, combo letale che ha creato ben più di un problema alla Effe dalla prima all’ultima sirena. Si ferma all’ultima curva, stanco morto, misericordiosamente.

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