Fortitudo Bologna
Fortitudo, cosa ci dicono i dati?
La Fortitudo prepara la seconda partita consecutiva tra le mura amiche del Paladozza, fortino biancoblù
Alla vigilia della seconda partita consecutiva all’ombra di Piazza Azzarita, dopo aver ospitato e battuto Mestre, la Fortitudo spera, almeno fino a domani, di poter recuperare un po’ di terreno in una classifica che dopo la sfuriata d’inizio anno sembra essere scivolata un po’ dalle mani biancoblù. O meglio: il primo posto, che sembra oramai un discorso a 4. Pesaro è ancora appollaiato in cima al monte, con Verona, Brindisi e Rimini a covare l’aggancio. Poi tutte le altre a seguire, chi a sorpresa (Scafati, per come era partito), chi ci ha messo un po’ per scalare a mani nude la montagna (Cividale, dopo la vittoria della Supercoppa), chi, come la Fortitudo, ha visto un po’ di terreno scivolare via, ma si sa che chi tira, nel nuoto di fondo, spesso lascia scia preziosa per il sorpasso all’ultimo chilometro.
La Fortitudo e l’effetto Paladozza
Se la Fortitudo non si è raggomitolata lamentandosi delle sfighe varie arrivate nel corso della stagione (come la perdita definitiva di 3 elementi del roster: Moore, Mazzola e Benvenuti, oltre alla pioggia di infortuni al seguito) è proprio grazie al famoso effetto Paladozza. 13 vittorie in tutto, 10 delle quali arrivate nella bolgia del Madison di Piazza Azzarita. L’unica a portare a casa lo scalpo biancoblù al ritorno dalla terra dei tortellini è stata Pesaro, in quella strana serata di grigliate di pesce e via dicendo.

La Fossa dei Leoni (©Fortitudo Pallacanestro)
Per il resto, la storia la sappiamo. Rendimento altalenante, con una squadra che gioca in casa, l’altra in trasferta. Senza la flebo della Fossa anche il più in forma pare avere l’influenza, e a parte il bravo Sorokas a far la legna il resto della banda spesso si spegne, accompagnando la lenta agonia delle ultime uscite (Verona e Rimini, per esempio, ma anche la stessa Rieti) con prestazioni disastrose dalla lunga. Di cuore ce n’è, e si vede sempre, ma per fare andare avanti la macchina senza la benzina non basta spingerla in 5mila e più dalle mura bolognesi: bisogna fare il pieno anche quando si è in terra straniera.
Qualche dato
S’è già parlato di percentuali complessive dalla distanza (32%, il peggior dato della Lega), ma volendo vedere il bicchiere mezzo pieno la Fortitudo è anche la squadra che cattura più rimbalzi, visto che il tabellino a oggi ne segna 854, 15 in più rispetto a Scafati, seconda. Non che sia un segreto: Sorokas finisce spesso le proprie prestazioni in doppia doppia, motivo per il quale è il secondo in assoluto per media rimbalzi (9.8, 215 complessivi), secondo solo a Robert Allen di Torino (10.0, 220). Altro dato che rincuora la Effe è il numero di assist distribuiti, 442, ancora una volta il numero maggiore dell’LNP. Fantinelli ne distribuisce 7.1 a partita, risultando dietro solo a una vecchia volte come Andrea Cinciarini, a quota 7.4.
Detto che di acqua sotto i ponti ne deve passare, la Fortitudo deve trovare in fretta l’antidoto per vincere il cosiddetto mal di trasferta, che da ormai due mesi sta lasciando i vari supporters biancoblù a bocca asciutta di vittorie su e giù per l’Italia. Il problema è che la posta si sta facendo sempre più alta e, in sostanza, le squadre da metà classifica sono già negli archivi della Fortitudo. Ora si balla, e se il mare resterà mosso è bene avere a portata di mano il salvagente. Ora il secondo atto casalingo, poi si vedrà.
Fortitudo Flats Service Bologna (©Fortitudo Flats Service Bologna)
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