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Fortitudo Bologna

Cuore Fortitudo, battuta Roseto 89-85 all’ultimo respiro

La Fortitudo fatica le proverbiali sette camicie contro il fanalino di coda Roseto, ma porta a casa una vittoria fondamentale 89-85

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Gianluca Della Rosa crediti Fortitudo Pallacanestro
Gianluca Della Rosa (©Fortitudo Pallacanestro)

FLATS SERVICE FORTITUDO BOLOGNA 89-85 LIOFILCHEM ROSETO (24-21;22-22;19-16;24-26)

Fortitudo Bologna: Braccio ne, Sarto 11, Anumba 3, Della Rosa 25, Sorokas 23, Guaiana 2, Fantinelli 18, De Vico 7, Barbieri ne, Moretti 8, Gamberini ne. All. Caja.

Liofilchem Roseto: Sabatino 2, Cannon 14, Laquintana 7, Brocco, Petrovic 10, Donadoni 6, Robinson 22, Landi, Tsetserukou4, Timperi 10, Cinciarini 10. All. Bassi.

Qui le statistiche complete

La cronaca di Fortitudo-Roseto: primo tempo

Quintetti iniziali:

Fortitudo Bologna: Fantinelli, Della Rosa, Sarto, Anumba, Sorokas.

Liofilchem Roseto: Cannon, Robinson, Timperi, Laquintana, Petrovic.

Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace: non è una Fortitudo brillantissima quella che si muove sul parquet nei primi minuti, ma almeno è una Effe che gioca, balla, davanti a una Roseto che dal canto suo non ha voglia di fare scampagnate in giro per l’Emilia, ma la lasagna vuole mandarla giù festeggiando. Stufeggia Della Rosa a suon di triple, ricacciando indietro i diversi tentativi di rientrare della banda abruzzese. Dentro Moretti che senza baffi sembra il fratellino più giovane, ma la Fortitudo fatica a tamponare la verve degli ospiti, spinti dalla proverbiale fame di chi stagna nei bassifondi. E allora, 24-21 dopo 10′.

Dentro De Vico a far di tutto (tranne che a segnare), ma a far alzare tutti i presenti al Paladozza è ancora Moretti, in una versione di sé stesso che ricorda un po’ quella che raccontano di sé stessi i padri  dei tempi in cui giocavano in CSI. O forse è davvero il fratellino piccolo, boh. Si viaggia sul +9, ma a scuotere la Liofilchem è l’atteso Robinson (già 14 a metà secondo quarto) e appare tutto non da rifare, ma un po’ più complicato.

Il Bartezzaghi lo risolve ancora Della Rosa, ma la tripla di Petrovic (che decide di offrire un simpatico revival di Robin Hood) innervosisce gli animi biancoblù. Terzo fallo per Guaiana e gioco da 4 per Roseto, al quale risponde un arrembante De Vico. Cinciarini fa il Cinciarini, abbattendo Moretti, e con una fatica assimilabile alla scalata dell’Everest si chiude il primo tempo addirittura sul +3 (46-43).

Attilio Caja e Stefano Tedeschi per le 100 panchine biancoblù del coach crediti Fortitudo Pallacanestro

Attilio Caja e Stefano Tedeschi per le 100 panchine del coach biancoblù (©Fortitudo Pallacanestro)

Secondo tempo

Si riprende con Della Rosa a pungere dalla lunga, pur dovendo fare i conti con una Roseto focosa davanti e brava nello scampanilare palloni oltre alle manone di Sorokas. 20 di Robinson e Caja fa suonare la sirena del timeout sul -1, che col senno di poi si rivelerà più importante dell’aratro per un campo, visto che Della Rosa torna rapidamente a far danni (agli altri) e Roseto a boccheggiare. Peccato per il quarto fallo di Fantinelli, ma quello che si chiude è di certo il quarto migliore per la Effe, che va a riposarsi prima dell’ultimo atto sul 65-59.

Sarto sceglie il momento migliore per dire “ci sono anch’io” alla partita, così come Guaiana, che nel momento di massimo digiuno si lancia verso il ferro avversario conquistando un 2+1. C’è anche il tempo di vedere un autocanestro, Laquintana e Fantinelli scambiarsi gli auguri di buon anno e Anumba rientrare dopo tempo immemore in campo. La Fortitudo ha il merito di lasciar trottare il cronometro, anche se con qualche patema di troppo: tripla nel -3 per Cinciarini con 4″ sul cronometro, ma la mano di Della Rosa non trema sul secondo libero. 89-85, vince la Effe.

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