Fortitudo Bologna
Hic Sunt Leones – Tu vuò fa l’americano
La Fortitudo mette in cassaforte 2 punti importanti contro Roseto, ma l’insidia arriva sabato, nella trasferta in casa di Verona
Hic Sunt Leones (S2, E17) – Chissà, magari, alla notizia di Moore fuori per 2-3 mesi, Caja avrà chiamato tutti in cerchio i suoi ragazzi e avrà chiesto: “Bene, ragazzi: chi ha voglia di fare l’americano?“. Al passo indietro generale (sai che sbatta parlare in inglese tutto il giorno) l’unico a non ritrarsi è stato proprio Della Rosa, distratto dal potentissimo baffo di Mazzola, ora che nemmeno Moretti ha più il sansoniano attributo. “Bene – avrà sorriso benevolo Caja – e allora l’americano della Fortitudo sarai tu“.
Contro Roseto un valore in più
Cerimonie d’investitura a parte, meno male, a questo punto, che il battesimo per diventare la quota a stelle e strisce della Effe si è svolto prima e non dopo la gara di Roseto. In una partita dove i punteggi sono stati sorprendentemente più alti non solo per le medie recenti biancoblù ma anche per il girone in generale (il punteggio più alto insieme agli 89 a parimerito con la vincente Sella Cento), avere un diavolo della Tasmania a roteare su e giù per il parquet per 40′ è roba non da poco, anzi. Santo Della Rosa e chi lo inventò, ma soprattutto grazie allo storico capitano pistoiese per aver capito come e quando mettere dentro la palla quando serviva come il pane.

Gianluca Della Rosa (©Fortitudo Pallacanestro)
Roseto archiviata, dunque, ma non si gioca tutte le settimane con l’ultima in classifica (sì, il campionato lo sappiamo che è equilibrato, con tutti i i discorsi annessi, e blah blah blah) e sabato si va infatti in casa di chi la classifica la guarda dall’altro, non dalla vetta, è vero, ma da un gradino più in su della Fortitudo. Nella città del Pandoro saranno certamente sazi dopo il break natalizio, ma tra una partenza meno dominante rispetto alle aspettative e un terzetto di testa che non pare perdere chissà quali colpi la Scaligera Verona è una cliente tanto ostica quanto ben vestita per riuscire a scovare il fianco scoperto e trafiggerlo.
Fortitudo: in che direzione si va?
Dal canto suo la Fortitudo non sa ancora di che morte morire in infermeria, con chi è fuori che un altro po’ fuori starà e il povero Portaluppi che lo immaginiamo un po’ come Madame Medusa di Bianca e Bernie (per chi non se la dovesse ricordare, l’invito è a cercarla), incollato al telefono per trovare l’ennesima quadra in questa stagione. E chissà se ci sarà anche Perkovic, arrivato così come sono arrivati i più recenti De Vico e Harris (ormai idolo delle folle in Mongolia) e Imbrò al tempo che fu, il prescelto croato per curare i mali dell’Aquila come il migliore degli sciamani, sperando che non si spacchi pure lui, a sto punto. “Si fa con quel che si ha“, dice il detto, e allora sotto coi lavori, amen. Se poi valesse anche il famoso “Chi fa da sé fa per tre“…
Coach Attilio Caja (©Fortitudo Pallacanestro)
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