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Bologna, esame di carattere a Bergen

Rossoblù attesi dal “Bergens stolthet” davanti a 18 mila tifosi: al Brann Stadion serviranno personalità e intensità per continuare il cammino europeo.

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Brann Stadion (© brann.no)
Brann Stadion (© brann.no)

Dopo il pareggio del 6 novembre al Dall’Ara, il Bologna si prepara a un ritorno completamente diverso. Stavolta si gioca a Bergen, in uno stadio che sa trasformarsi in una bolgia e davanti a una tifoseria che vive la propria squadra come un simbolo cittadino. I rossoblù troveranno un ambiente caldo, compatto, determinato a spingere il Brann oltre i propri limiti. Ma proprio in notti come questa si misura la maturità europea di una squadra.

Brann: storia, Europa e nuova prospettive

Rispetto alla gara di tre mesi e mezzo fa – la prima volta in assoluto che Bologna e Brann si affrontavano, nonostante siano società quasi coetanee (il club norvegese nacque come polisportiva nel settembre 1908, un anno prima dei rossoblù) – lo scenario è diverso.

In Norvegia il campionato è fermo e, in attesa dell’avvio della stagione 2026, il Brann ha chiuso il 2025 con un quarto posto a un solo punto dal Tromso. Un piazzamento che vale la qualificazione alla Conference League, ma che lascia nell’Europa League l’unica strada ancora percorribile per un traguardo più prestigioso. La squadra guidata da Freyr Alexandersson aveva iniziato bene la fase campionato, superando Utrecht e Rangers. Poi, sul filo di lana, è riuscita a prendersi l’ultimo posto per gli spareggi, il ventiquattresimo. Quanto pesa questa competizione per il club di Bergen? Moltissimo, perché rappresenta l’occasione concreta per dare una svolta alla stagione.

Una città e il Brann: pioggia, fiordi e passione

Bergen è una città che sorprende. Colorata, vivace, ma anche famosa per un primato poco ambito: 231 giorni di pioggia all’anno. I venti provenienti dal mare si scontrano con le sette montagne che la circondano e restano sospesi sopra la città. Eppure, nonostante il clima, è una meta affascinante.

Nel XIV secolo era il porto più ricco e centrale della Lega Anseatica. Oggi chi arriva può perdersi tra i fiordi, come il Sognefjord e l’Hardangerfjord, oppure passeggiare tra le case di legno del Bryggen, l’antico quartiere portuale dichiarato patrimonio Unesco. Qui sopravvivono 58 edifici, circa un quarto di quelli originari, testimonianza di un passato commerciale che risale e nove secoli fa. Il dedalo di vicoli è oggi animato da botteghe di artisti, vasai, artigiani del cuoio e gioiellieri.

Bryggen ha rischiato più volte di sparire, divorato dagli incendi: il nucleo attuale è stato ricostruito dopo il rogo devastante del 1702. È in questo scenario che arriveranno anche 750 tifosi bolognesi, pronti a colorare di rossoblù lo stadio.

Il Brann Stadion, un fattore decisivo

Per la prima volta il Bologna giocherà al Brann Stadion, impianto inaugurato nel 1919 e rinnovato nel tempo fino a diventare una struttura moderna da quasi 18 mila posti. Un vero punto di riferimento per la città. Qui il Brann cambia passo: nell’ultimo campionato ha viaggiato a una media di 2,20 punti a partita in casa contro 1,53 in trasferta. Numeri che raccontano quanto l’ambiente incida sulle prestazioni. In bacheca ci sono tre titoli di Eliteserien e sette Coppe di Norvegia – la prima nel 1923, l’ultima nel 2023, esattamente cento anni dopo – ma la spinta dei tifosi non è mai mancata, anche nei momenti meno brillanti. Che clima si respirerà stasera? Caldo, nonostante il freddo e la pioggia.

Alexandersson e la sfida al Bologna

Freyr Alexandersson non si nasconde: «Vogliamo provare a fare risultato in casa nostra, anche se il Bologna è favorito». Il tecnico ha studiato un piano per mettere in difficoltà i rossoblù, puntando sull’intensità fisica: «Dovremo competere sul piano atletico, perché potrebbero non essere freschissimi dopo le tante partite». Conosce il valore degli avversari – ha citato Castro tra i giocatori più pericolosi – e sa che rispetto alla fase campionato molte cose sono cambiate. Il Brann è in piena preparazione precampionato e ha inserito nuovi elementi. Nel frattempo Helland è passato proprio al Bologna: anche se non è in lista Uefa, conosce bene l’ambiente di Casteldebole e potrebbe aver raccontato qualcosa ai suoi ex compagni.

Prima della sfida con lo Sturm Graz, Alexandersson aveva promesso di bere dieci birre in caso di vittoria. Ora sorride: «Se riusciremo a eliminare il Bologna, penserò a un nuovo fioretto».

La pioggia non fermerà l’entusiasmo di Bergen. Il Brann, orgoglio della città, proverà a far pesare il proprio stadio fino all’ultimo minuto e il Bologna dovrà essere bravo a non farsi piegare dall’atmosfera.

Fonte: Più Stadio, Stadio, Marco Tarozzi, Davide Centonze

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