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Bologna-Celtic, il derby di Ferguson: ecco perché
Per Lewis Ferguson Bologna-Celtic non è solo Europa: è una rivalità cresciuta in famiglia, che non si può dimenticare.
Ci sono partite che, più di altre, riportano indietro nel tempo. E Bologna-Celtic, per Lewis Ferguson non è solo una gara di Europa League. È una questione di memoria, identità e famiglia. Una rivalità che nasce a Glasgow, tra i colori blu dei Rangers e il verde del Celtic, e che non ha mai smesso di accompagnarlo.
Ferguson e il Celtic: una rivalità che arriva da lontano
Lewis Ferguson lo ha raccontato senza esitazioni ai microfoni di Sky Sport:
«Io sono cresciuto tifando ovviamente per i Rangers, perché giocava lì mio papà e anche mio zio che ha fatto il capitano, ha vinto tantissimo. Quindi da piccolo tifavo sempre contro il Celtic».
Ferguson è cresciuto nel settore giovanile dei Rangers, respirando fin da bambino l’intensità dell’Old Firm. In casa sua il Celtic non è mai stato un avversario qualunque, ma “l’altra parte”, quella da battere sempre.
Lewis Ferguson dopo Bologna-Brann (© Bologna FC 1909)
Prima di Lewis Fergsuon
Il cognome, del resto, parla da sé. Lo zio è Barry Ferguson, leggenda dei Rangers: cresciuto nel club, capitano più giovane della sua storia, simbolo di un’epoca vincente fatta di double, treble e leadership. Barry ha incarnato per anni l’identità dei Gers, diventando un riferimento soprattutto emotivo per una tifoseria intera. Prima di lui, anche il padre Derek aveva vestito il blu di Ibrox, alimentando una tradizione familiare impossibile da ignorare.
Poi il destino ha cambiato le carte in tavola. Nel 2013 il fallimento dei Rangers lo ha costretto a ripartire dall’Hamilton Academical, lontano da casa e dai riflettori, ma senza mai spegnere quella rivalità viscerale imparata da bambino.
Ferguson Bologna Scozia
L’identità di una famiglia, raccontata in Bologna-Celtic
Oggi Ferguson è il capitano del Bologna, leader silenzioso ma imprescindibile di una squadra tornata in Europa. E proprio l’Europa gli regala l’incrocio più simbolico: il Celtic. Non con la maglia dei Rangers, ma con quella rossoblù, di cui – come lo zio – incarna i valori e l’identità.
A rendere il tutto ancora più significativo c’è un cuorioso dettaglio raccontato da Sky Sport: il padre di Lewis ha scelto di non volare a Bologna per evitare di condividere l’aereo con i tifosi del Celtic. Una scelta che spiega tutto. Perché certe rivalità non passano mai. Si tramandano, si vivono, si respirano. E a volte tornano, nelle notti europee.
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