Bologna FC
Bologna, dove sei? Da cento giorni nel buio
Dalla notte con la Cremonese alle difficoltà contro Pisa e Verona: cento giorni di smarrimento rossoblù e un Dall’Ara diventato terra di conquista.
Cento giorni possono cambiare completamente il volto di una squadra. In poco più di tre mesi il Bologna è passato dall’aria di chi affrontava chiunque a testa alta alla fragilità di una formazione che sembra aver smarrito sicurezza e identità. Ora davanti ai rossoblù c’è un bivio: giovedì al Dall’Ara arriva la Roma per l’andata dell’ottavo di Europa League. L’ultima occasione per provare a riaccendere una stagione che, da tempo, sembra essersi spenta.
La crisi che ha cambiato il Bologna
La data che segna l’inizio della caduta è chiara: 1 dicembre, sconfitta 1-3 con la Cremonese al Dall’Ara. In quella partita la difesa rossoblù fu trafitta due volte da Vardy, e da lì qualcosa si è incrinato.
Da allora, domani saranno passati esattamente cento giorni. Un periodo in cui i felsinei hanno iniziato a perdere certezze, mostrando difficoltà sempre più evidenti nel gestire le partite e nel reagire ai momenti complicati. Anche quando il Bologna trova il gol, la sensazione è che l’equilibrio resti fragile. Lo dimostra quanto accaduto domenica: il Verona ha ribaltato la partita in pochi minuti.
La fotografia più recente del momento rossoblù arriva però dalle ultime due gare: il Bologna è stato messo in difficoltà sia dal Pisa che dal Verona, le due squadre in fondo alla classifica. In Toscana il gol nel finale di Odgaard ha evitato la sconfitta e ha trasformato una serata complicata in un risultato che ha nascosto i problemi più profondi.

L’esultanza di Jens Odgaard (© x.com Bologna FC 1909)
Italiano e una crisi che manda segnali
Anche Vincenzo Italiano sembra muoversi tra tentativi e contraddizioni. Quando ha modificato il modulo, accantonando il suo integralismo tattico, sono arrivate cinque vittorie importanti. Una scelta da allenatore pragmatico.
Diversa, invece, la sensazione dopo la gara con il Verona. In conferenza stampa il tecnico ha puntato il dito contro Castro per gli errori sottoporta. Una presa di posizione che ha fatto discutere. Solo pochi giorni prima lo stesso allenatore aveva spiegato di avere quasi timore a far giocare sempre l’attaccante per evitare possibili infortuni.
E allora la domanda sorge spontanea: possibile che, dopo sette partite consecutive da titolare, proprio Castro diventi uno dei principali responsabili della sconfitta?
Il mercato che non ha cambiato la squadra
Il problema, però, non è soltanto tecnico. Guardando alla rosa, la sensazione è che qualcosa sia mancato anche nelle scelte di mercato.
A gennaio il Bologna ha salutato Immobile, senza però sostituirlo con un centravanti di livello superiore. Oggi, nel ruolo, Italiano si ritrova con poche alternative: Dallinga, che non ha inciso come ci si aspettava e ora è anche alle prese con problemi fisici.
Altrove la situazione è stata diversa. Gasperini, per esempio, ha insistito a lungo per avere un attaccante e a gennaio ha ottenuto Malen, un acquisto che ha dato subito un’altra dimensione all’attacco.
A Bologna, invece, il mercato invernale ha lasciato più interrogativi che soluzioni. Helland appare come un investimento per il futuro più che un rinforzo immediato per la difesa. E le partenze di Holm e Fabbian, sostituiti da Joao Mario e Sohm, hanno inciso soprattutto sul bilancio, non sul valore tecnico della squadra.
Eivind Helland (© Bologna FC 1909)
Dall’Ara, la fortezza che non esiste più
Il dato che più racconta il momento del Bologna riguarda però il rendimento in casa. Il Dall’Ara, che in passato rappresentava un punto di forza, si è trasformato in terreno fertile per gli avversari.
Il numero è pesante: 7 sconfitte nelle ultime 9 partite casalinghe. Un risultato che rappresenta il peggior rendimento tra i club dei cinque principali campionati europei. Un record negativo che spiega meglio di qualsiasi analisi il momento dei rossoblù.
L’ultima occasione si chiama Roma
Ora resta una sola strada per provare a cambiare il finale della stagione. Si chiama Roma.
Giovedì al Dall’Ara andrà in scena il primo atto dell’ottavo di Europa League. Un confronto complicato, certo, ma nel calcio si sa, nulla è impossibile: anche i giallorossi arrivano da una battuta d’arresto, caduti domenica contro il Genoa.
E allora, riuscirà il Bologna a trovare la scintilla per cambiare rotta? Oppure questi cento giorni difficili segneranno davvero la fine del sogno europeo?
Se l’impresa non dovesse arrivare, dopo il 20 marzo il club potrebbe essere costretto ad aprire una fase completamente nuova. Con un obiettivo chiaro: ripensare il Bologna che verrà.
Fonte: Il Resto del Carlino, Massimo Vitali
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