Bologna FC
Bologna, la formula del prestito: soluzione o trappola? Ecco le cifre
In Serie A la pratica del prestito è ormai un dogma, ma il gioco vale la candela? Le cifre del Bologna
Il prestito come soluzione d’emergenza: flessibilità o trappola? In Serie A, la pratica del prestito è ormai un dogma. Ne è la riprova la finestra di mercato invernale che si è chiusa appena qualche giorno fa: sono ben 35 i giocatori arrivati (dall’Italia stessa o da altri campionati) in prestito in Serie A nel mercato di gennaio, di cui 2 proprio a Bologna. Una strategia che garantisce flessibilità immediata, ma a che prezzo?
La formula del prestito: dove pende l’ago della bilancia?
Se da un lato la formula del prestito permette di elevare il valore tecnico della rosa in modo istantaneo, inserendo in squadra innesti pronti senza l’esborso del cartellino, dall’altro presenta spesso il conto sotto forma di riscatti onerosi o incertezza sulla permanenza in rosa dei calciatori. La bilancia oscilla tra una ricchezza che possiamo definire “virtuale” definita dal valore di mercato dei giocatori, e il rischio di non poter trattenere gli stessi al termine della stagione. Ma dove si colloca il Bologna in questo delicato equilibrio?
La situazione del Bologna
Il Bologna attualmente ha in rosa 3 giocatori in prestito: Simon Sohm, dalla Fiorentina con diritto di riscatto, João Mário, dalla Juventus, e Tommaso Pobega, dal Milan. Ma solo quest’ultimo è arrivato in rossoblù con la formula del prestito con obbligo di riscatto (prima diritto nella passata stagione, poi diventato obbligo), fissato a 7 milioni. Ora, il valore di mercato dei tre giocatori (secondo i dati raccolti da Transfermarkt) ammonta a 17 milioni di euro, ma la spesa a cui il club andrebbe incontro se li riscattasse tutti sarebbe di 20.5 milioni. Insomma, il Bologna ha dimostrato di preferire il prestito con diritto di riscatto solo quando esiste la reale volontà di trasformarlo in obbligo o di affondare il colpo. Il gioco vale la candela?
Tommaso Pobega durante Como-Bologna (© Bologna FC 1909)
Lo stesso metodo viene utilizzato anche da squadre come Juventus e Roma, seppur con in ballo cifre nettamente superiori. Un club che utilizza, invece, tutt’altra strategia è il Milan: con un unico giocatore non di proprietà, Niclas Füllkrug, la società rossonera predilige l’acquisto a titolo definitivo.
Cifre alla mano, la Serie A a giugno dovrà pagare 666 milioni di euro (più eventuali bonus pattuiti) per mantenere i giocatori nelle rispettive squadre, di cui 266 milioni da sborsare sicuramente per i giocatori in prestito con obbligo di riscatto.
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
