Bologna FC
Fabbian si racconta: «In primis per me adesso viene il Bologna»
La storia di Giovanni Fabbian da Rustega al Bologna, con la testa già alla prossima partita.
Domenica scorsa con il Bologna si è sbloccato contro il Sassuolo, e la prossima affronterà la sua ex squadra: Fabbian si racconta in un’intervista a Il Resto del Carlino.
La storia di Fabbian: da Rustega a Bologna
Dove nasce il Fabbian calciatore? Nel campetto dell’oratorio di Rustega, una frazione in provincia di Padova. «Quando faccio tappa nella mia Rustega -racconta lui- capita spesso che torno cu quel campetto, porto con me la roba da calcio e gioco, con gli amici di sempre». Bruno, Filippo, Alberto «e tanti altri -specifica- ma mica posso citarli tutti».
Dal suo paesino si trasferisce a Milano, la Milano nerazzurra. «Là ho fatto quattro anni di settore giovanile, che hanno dato un’impronta importante al calciatore che sono oggi». Su Chivu, con cui ha vinto uno scudetto primavera: «È una bravissima persona e un bravo allenatore. La cosa che ti colpisce in lui è l’umiltà: non mi stupisce che stia facendo cosi bene».
La scorsa estate avrebbe potuto tornarci se l’Inter avesse scelto di ricomprarlo dal Bologna, ma non è stato così. Quei giorni per Fabbian sono stati giorni di… mare: «Li ho vissuti al mare ed ero molto tranquillo».
Rimane quindi al Bologna dove era arrivato nell’estate 2023. Aveva incontrato Motta e su di lui: «È un allenatore che mi ha dato tanta fiducia». Poi arriva Italiano, anche per lui Fabbian ha parole di stima: «Ha idee molto chiare, sta sempre sul pezzo, non molla mai. Al di là dell’aspetto tecnico, a livello caratteriale mi sta insegnando tanto».

Giovanni Fabbian (© Bologna FC 1909)
Il passato e il futuro del Bologna…
Nell’intervista viene chiesto a Fabbian della condizione attuale del Bologna e delle prospettive future: il giocatore veneto ha idee molto chiare a riguardo. A proposito della mancanza di vittorie nell’ultimo mese, risponde che «Ogni stagione vive di momenti e quelli in cui non riesci ad essere al top li attraversa ogni squadra: ma non sono preoccupato. Giocando ogni tre giorni non hai nemmeno il tempo di metterti dei problemi testa bassa e lavorare. Del resto se andassimo sempre ai cento all’ora oggi saremmo primi in classifica: ma ci sono anche gli altri».
Il Bologna del 2025 ha trionfato a Roma, ma non è riuscito a fare il bis a Riad. Quella notte del 14 maggio per Fabbian è stata «Una favola. Quando ripensavo a quella notte, specie nei primi giorni, fatica vo a credere che avessimo davvero vinto la Coppa Italia. Nell’immediatezza del momento non ti rendi conto dell’impresa che hai fatto». Mentre sulla sconfitta contro il Napoli in Supercoppa: «Perdere fa sempre male, specie se è una finale. Ma dobbiamo guardare avanti».
E allora guardiamo avanti, al Bologna del 2026 «Spero arrivi il più lontano possibile -si augura Fabbian- ma non voglio fissare dei traguardi».
… e di Fabbian
E guardiamo anche al Giovanni Fabbian del 2026: a quota 87 presenze con la magli rossoblù, può untare alle 100: «Quando ci arriverò sarà un motivo d’orgoglio: vorrà dire che qui ho ricevuto tanto ma che qualcosa ho anche dato».
Lui che nasce mezzala, ma che parte di queste presenze, con Italiano, non le ha fatte da mezzala: «Giocare alle spalle del centra-vanti impone movimenti diversi da quelli che fa una mezzala, tipo fare da collante tra i reparti e saper trovare la posizione tra le linee. Ma a ventitré anni (li compirà il 14 gennaio, ndr) posso ancora imparare tante cose».
Ed è in questa posizione che ha segnato il suo ultimo gol contro il Sassuolo che gli fa dire «Se segno sono contento, ma sono pur sempre un centrocampista». Più che eguagliare il numero di gol delle passate stagioni «Mi preme rendermi utile per i compagni. Siamo un gruppo sano e molto unito: vittorie e sconfitte le viviamo cosi, da gruppo vero».
Un’altra prospettiva per il 2026 di Giovanni Fabbian è il mondiale con l’Italia. «È stata una bella emozione, a settembre, la prima convocazione in nazionale maggiore (con Gattuso, ndr). Tutti sognano l’azzurro, ma in primis per me adesso viene il Bologna». E il pensiero dell’Italia lo porta a una riflessione sui giovani nel calcio italiano: «Vedo che al primo errore vengono messi in discussione quando invece a un ragazzo di vent’anni si dovrebbe riconoscere il diritto di sbagliare e di poterci riprovare. Sui giovani in Italia c’è troppa pressione».
Fabbian su Bologna-Inter
Ad attendere Fabbian e compagni alla prossima partita di Campionato c’è l’Inter capolista. Il Bologna la affronta con il ricordo dell’ultima vittoria in Supercoppa e con la consapevolezza che non sarà facile. Per riuscire a ripetersi dopo la gara di Riad, secondo Fabbian serve «Stare bene fisicamente e correre tanto».
I tanti impegni che aspettano il Bologna in questa prima parte dell’anno non spaventano Giovanni che mette in chiaro: «A ventitré anni (ancora da compiere, ndr) mica posso permettermi di sentirmi stanco…». Non mollare mai, giocare per i compagni e per la squadra. Questi sono gli imperativi, sull’esempio del papà, che «era un centrocampista tuttofare, in campo aveva questa dote: non regalava nulla agli avversari». E del nonno: «Libero classico e combattente pure lui, ma sempre nel solco della correttezza. Oggi ha ottantacinque anni e me lo ricorda sempre».
Fonte: Massimo Vitali, Il Resto del Carlino
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