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Bologna, i numeri del periodo “no” da cancellare quanto prima

I numeri raccontano le difficoltà attuali del Bologna: per invertire la marcia, bisogna ripartire dalle basi, e domenica c’è l’occasione

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Vincenzo Italiano (©Damiano Fiorentini)
Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini)

I numeri spesso dicono la verità. Lo si è detto anche altre volte, ma in questa occasione lo fanno più che mai. I numeri raccontano i momenti, e quelli attuali del Bologna sono lo specchio di ciò che raccontano anche i risultati. Proprio dai numeri si intuisce la difficoltà della squadra, e proprio questi numeri sono da cancellare il prima possibile, se si vuol tornare in carreggiata.

Bologna, i numeri della difficoltà

Il primo numero è il 6. Numero dei punti in campionato nelle ultime 11 giornate. Di questi 6 punti, la metà sono arrivati dalla vittoria contro il Verona di qualche settimana fa, una vittoria che è sembrata quasi un caso visto l’andamento prima e dopo dei Rossoblù. Una squadra che, come sottolineato da Remo Freuler nel post-gara contro il Milan, ci mette troppo del suo per subire gol, e, aggiungiamo, troppo del suo per non riuscire a reagire.

Una squadra che sembrava poter affrontare ogni avversità e che aveva fatto del Dall’Ara il suo fortino, ora totalmente aperto a qualsiasi risultato. Un altro numero che racconta perfettamente il momento negativo del Bologna è il 17. Numero di gare nelle quali il Bologna ha preso gol. 17 su 18 gare, l’unica a porta inviolate è quella dello scorso giovedì contro il Maccabi Tel-Aviv.

Cosa serve per ripartire?

Ce lo si chiede spesso. La prima cosa da fare è ripartire dalle basi, e poter cancellare questi numeri. Tornare a fare punti, innanzitutto, dopo tre sconfitte consecutive in campionato, e l’occasione è ghiotta contro il Parma domenica al Dall’Ara. Una partita che, se approcciata nel modo giusto, potrebbe permettere al Bologna di interrompere anche l’emorragia di gol subiti.

Per farlo, il ritorno di Lucumì potrebbe essere fondamentale: senza di lui la difesa si è dimostrata fragile e spaesata. Il ritorno di Skorupski non è bastato, anzi: il polacco, dopo due errori gravi tra Europa e Italia, ha bisogno anche lui di certezze dalla sua difesa. E poi, soprattutto, ritrovare forza mentale. Il mercato non ha portato rivoluzioni, e quindi la rivoluzione deve partire da chi è presente. Da chi ha dimostrato di avere psicologicamente una marcia in più. Il Bologna ha bisogno di ritrovare la sua compattezza: senza quella, è difficile per chiunque.

Fonte – Alessandro Mossini, Corriere di Bologna

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