Bologna FC
Bologna, Palladino e le sue prime certezze: si sta costruendo il percorso
Il Bologna di Palladino si sta pian piano formando: dalle prime certezze in campo a un atteggiamento che fa ben sperare per il proseguo
Conferme e atteggiamento. Due parole che, piano piano, si stanno facendo strada nel nuovo Bologna di Raffaele Palladino. Lo stesso mister che, davanti ai microfoni, incomincia a parlare di “suo” Bologna. Un lavoro iniziato da zero, come solitamente capita con un cambio in panchina, il quale sta iniziando a portare i primi frutti. Ci vuole ancora pazienza, ovviamente: intanto, però, nella formazioni Rossoblù iniziano a crearsi i primi “pilastri” su cui costruire.
Bologna, le conferme in formazione sono il primo segnale
Un pensiero che parte dall’editoriale di Giuseppe Tassi sull’edizione odierna de Il Resto del Carlino. Come già sottolineato in settimana, e ribadito dallo stesso Tassi oggi, nel Bologna di Raffaele Palladino, in queste prime tre partite dopo la sosta, certi nomi in formazione iniziano ad essere ripetitivi, nell’accettazione positiva del termine. In difesa, ad esempio: il trio formato da Darmian, Casale e Theate sembra al momento sempre più “oliato”.
Così come la linea di centrocampo: sui due esterni ci sono pochi dubbi, con le continue conferme di Zortea e Miranda. È al centro della mediana dove, invece, al di là delle molteplici scelte a disposizione si leggono sempre i “soliti due”: Lewis Ferguson e Tommaso Pobega. Un mix di gamba e intensità fulcro del pensiero tattico di Palladino. La fantasia è spostata poco più avanti, con Cambiaghi e Bernardeschi, al quale poi si aggiungerà Orsolini. Insomma, nomi che incominciano a ripetersi “a memoria”, per creare una struttura che sia sempre più riconoscibile, soprattutto all’interno: fondamento necessario per avere certezze nel momento del bisogno.
Il tempo permette di costruire
Anche i risultati, a dirla tutta. Perché vincere aiuta poi a creare anche inconsapevolmente le certezze, e soprattutto ad inserire i volti nuovi: leggasi Marco Libra, o Mikel Amondarain, senza dimenticare Samuel Mbangula. Tutto un processo di costruzione, pezzo per pezzo, che sta intraprendendo Raffaele Palladino: un allenatore, come sottolineato sempre da Giuseppe Tassi, ormai abituato a lavorare con scelte non sue, e a tirarne fuori il meglio.
Certo, il Bologna non fa brillare gli occhi, ma dal punto di partenza non si può ancora chiedere questo. Bisogna passare prima dalle prestazioni, come quella di Cagliari, e dagli interpreti giusti per avere, per l’appunto, una base di partenza. Una base che sia anche temperamentale: cosa che il Bologna, in questo inizio di stagione, non aveva dimostrato di avere appieno. Passo dopo passo Palladino sta cercando di inserire i tasselli al loro posto. Al suo di posto, in realtà: la fiducia cresce sempre di più, e già da domani sera, con una sfida d’alto livello davanti a sé, potremmo trovare altre piccole risposte.
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