Bologna FC
Bologna, senti Bernardeschi: «È come se vivessi qui da dieci anni»
Sul dualismo con Orsolini: «La competizione sana fa solo bene»
La capacità tecnica così come l’abilità nel destreggiarsi sia in campo che fuori sono doti che forgiano un numero dieci. Federico Bernardeschi in questi primi otto mesi in maglia rossoblù è riuscito ad inserirsi al meglio nel gruppo e sul terreno di gioco. Lo ha rimarcato più volte Italiano, in ultima istanza nel corso della conferenza stampa prima della partita di ritorno contro il Brann.
Lo ribadisce oggi lo stesso giocatore intervistato da La Gazzetta dello Sport. Tornare in Italia dopo le annate in Canada nel campionato Mls non è cosa scontata; è difficile ritrovare la condizione fisica e il ritmo di gioco che contraddistinguono i campionati europei. «Non sono andato in Canada per fare una passeggiata di salute, io prendo tutto con la massima serietà, anche se non nego che i soldi hanno influito per l’80%, il 20% è stata una scelta di vita. Mi sono sempre allenato e curato in modo maniacale, ho imparato da Cristiano Ronaldo. A Bologna ho impiegato un mese in più per ricalibrarmi perché mi sono fatto male al ginocchio, saltando parte della preparazione. Sapevo di essere competitivo».
Il rapporto di Bernardeschi con la città ed il suo Bologna
Un inizio complicato per via dell’infortunio: in seguito, la ripresa e uno stato di forma straripante, giocate decisive ed ingressi in campo pieni di carattere e lucidità. Poi un altro infortunio, ben più grave, alla spalla che lo ha costretto ad uno stop forzato. Il Bologna partito a razzo si è spento, naufragando in diverse occasioni.
«Ho trovato un calcio diverso, adesso anche le squadre più piccole sono molto più attrezzate e organizzate. Si percepisce dal fatto che non c’è mai una partita scontata.»
Mentre sul suo Bologna, Bernardeschi desidera stabilire con esattezza il momento poco positivo, relegandolo ad altri fattori: «Credo che la squadra abbia avuto una battuta d’arresto fisiologica dopo tre anni importanti, culminati con la vittoria della Coppa Italia. Dovevamo essere un po’ più avanti in campionato, però l’Europa League ci può dare un vantaggio. Il primo step erano gli ottavi e ora vogliamo arrivare in finale.»
La città ed il giocatore sono entrati immediatamente in sintonia: il gruppo del Bologna ha poi fatto il resto. «Mi sento come se fossi qui da dieci anni. È una città pazzesca che vive in simbiosi con la squadra. Nello spogliatoio Lollo (De Silvestri) è il sindaco, un riferimento: appena arrivato mi ha dato la lista dei ristoranti e delle zone dove abitare. Italiano è un martello, esigente e diretto come piace a me. Le mie figlie in breve tempo si sono ambientate.
Verso il derby europeo
Bernardeschi avrebbe preferito sfidare una squadra straniera; sa bene che il punteggio nel ranking europeo avrebbe beneficiato maggiormente di due squadre italiane anziché una, ai quarti di finale di Europa League. Il numero dieci conosce alla perfezione il sinistro di Paulo Dybala, anche se infortunato, e le qualità di molti compagni della nazionale, calciatori della Roma. Giovedì sera alle 18,45 a Bologna, andrà in scena la prima di due partite storiche.
C’è un interessante aneddoto che riguarda Gasperini e la società giallorossa per il talento rossoblù. «Gasperini mi chiamò prima che andassi a Toronto e io fui tentato. Non sono pentito, però mi sarebbe piaciuto lavorare con lui, sapevo che avrebbe potuto aggiungere un tassello alla mia carriera. La Roma invece mi cercò quando ero alla Juve, ma dissi no.»
Fonte: Fabiana Della Valle, La Gazzetta dello Sport
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