Bologna FC
Lo strano caso di Dovbyk: solo quattro presenze, pochi i minuti in campo
L’ucraino rimane in panchina nonostante un attacco dimezzato: a non convincere appieno è l’atteggiamento in allenamento
Preso in estate come parte dell’accordo che ha portato Santiago Castro alla Roma, Artem Dovbyk avrebbe dovuto essere il nuovo centravanti del Bologna. Finora, però, l’ucraino rimane in gran parte un mistero: nelle prime 8 giornate di campionato, il classe 1997 è sceso in campo solamente 4 volte, sempre da subentrato e mai da titolare, per un totale di 98′ minuti.
Solo 4 presenze e 98′ complessivi: a Bologna Artem Dovbyk non ha ancora spiccato il volo. Problemi di atteggiamento?
Come riporta Claudio Beneforti sul numero odierno del Corriere dello Sport – Stadio, le presenze di Dovbyk con il Bologna si contano sulle dita di una mano. L’attaccante ucraino ha giocato circa una mezzoretta contro Lazio, Atalanta e Sassuolo (contro cui è arrivato anche il suo primo e finora unico gol in rossoblù) ed è sceso in campo per gli ultimi 14′ del match contro l’Inter. A Napoli e contro il Torino è stato assente a causa di un problema muscolare. Nelle sfide di Lecce e Cagliari, invece, è rimasto a guardare dalla panchina.
Artem Dovbyk esulta per il suo primo gol con la maglia del Bologna (@1000 Cuori Rossoblù)
In poche parole gli sono sempre stati preferiti altri attaccanti, in primis Roberto Piccoli (anche lui arrivato sotto le Due Torri in estate per andare a sostituire l’uscente Dallinga). Con l’infortunio subito dall’ex Cagliari e Fiorentina, Dovbyk avrebbe dovuto trovare il proprio spazio in campo. E invece no. Al suo posto Raffaele Palladino ha preferito schierare Jay Enem (attualmente alle prese con una tendinite achillea), Jens Odgaard (appena recuperato) e persino Federico Bernardeschi come falso nove.
Dunque, a cosa è dovuta la “latitanza” dell’ucraino? Claudio Beneforti dà una possibile soluzione: l’atteggiamento del 29enne in allenamento non avrebbe convinto del tutto mister Palladino. «Dovbyk deve cominciare a spingere di più in allenamento. A quel punto gli verrà data una possibilità» è stato il commento del mister rossoblù. Ergo, gambe in spalla e lavorare.
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