Bologna FC
Bologna, tra rimonte e rimpianti
Tra episodi, infortuni e rotazioni, i rossoblù faticano a gestire i momenti chiave: serve un cambio di passo per riscrivere la stagione
Genoa-Bologna, un film già visto dal tifo bolognese questa stagione. E non si tratta solo del cartellino rosso. Dopo il doppio vantaggio, i rossoblù hanno dominato ogni centimetro del campo, fiduciosi di portare a casa i tre punti. Ma, come nella maggior parte dei film, non manca il plot-twist che stravolge la trama. In questo caso, è arrivato al 56′: cartellino rosso a Skorupski. Il finale lo conosciamo tutti.
Dopo il nodo Supercoppa, sono ben due le rimonte subite dagli uomini di Italiano: quella appena vissuta e quella contro il Como. Tra il Sinigaglia e il Ferraris, infatti, è maturato un solo punto dai sei potenziali. E le ragioni devono andare ben oltre i problemi arbitrali.
Problema rimonte
Anche senza cartellini rossi a sfavore o falli non concessi, il Bologna si è lasciato sfuggire la vittoria dalle mani una volta di troppo. A partire dalla sfida del Via del Mare di Lecce del 28 settembre: dopo che Orsolini e compagni rimontarono il momentaneo vantaggio di L. Coulibaly, un colpo di testa al 94′ di Camarda spense le speranze degli ospiti. Anche nella partita successiva contro il Friburgo, dopo il pareggio degli ospiti su rigore non ci fu più spazio di replica per i rossoblù. E così via contro Fiorentina – con tanto di cartellino rosso per Holm – e Sassuolo – medesimo epilogo del Friburgo -, fino alle due citate all’inizio.
Se all’interno delle mura amiche il Bologna dimostra maggiore resistenza – solo due delle sei rimonte descritte sono avvenute al Dall’Ara -, fuori si lascia spesso andare al nervosismo. Le rotazioni continue di Italiano non hanno scaturito l’effetto sperato, anzi. La mancanza di continuità in determinati ruoli rappresenta un fattore, soprattutto in assenza della spinta della tifoseria. Sotto questo aspetto, sono risultati decisivi gli infortuni di alcune colonne unite alla difficoltà di ambientamento di alcuni acquisti.
Partendo dal presupposto che il regista di questa serie non si cambia, secondo voi quale può essere l’aspetto – mentale, fisico, tecnico-tattico – chiave che potrebbe invertire questo trend negativo?
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