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Bosnia vs Italia 2-1 (5 – 2 dcr ): sedici anni di esilio
Facciamo un preambolo doveroso: giocare l’accesso ad un mondiale in uno stadio come quello di Bilino Polje di Zenica è un atto criminoso. Solo per capirci, per chi non avesse visto il match, è uno stadio che possiamo vedere in serie C, perchè in B, stadi del genere non credo ne abbiamo.
La sofferenza del secondo tempo al Bilino Polje
Il racconto di un match importante come questo, deve necessariamente partire dal 41′ del primo tempo. Dopo essere andati in vantaggo con Kean, Bastoni, su uno sciagurato rinvio di Donnarumma, nel tentativo di fermare Memic, lo atterra da ultimo uomo. Rosso e Italia in dieci. Sipario dei primi quarantacinque minuti.
Il secondo tempo è a senso unico, con i Bosniaci che si intrecciano con il loro pubblico alla ricerca del gol del pareggio. Ne esce una partita maschia, ruvida che sente tutto il peso dell’obiettivo finale: la qualificazione ai mondiali. Nel diluvio di cross verso la porta di Donnarumma, al 60′ lampo di Kean, che ruba la palla si invola verso Basil, ma spara alto da ottima posizione.
Poi il gol della Bosnia, macchiato da un possibile fallo di braccio di Dzeko che precede il gol di Tabakovic. Ma il Var non interviene. Il risultato si fissa sull’1 a 1 e cosi finiscono i novanta minuti regolamentari.
I tempi supplementari di Bosna-Italia
La fatica inizia a serpeggiare fra le due squadre, una che proviene da 120 minuti giocati contro il Galles, l’altra con quasi 60 minuti giocati in inferiorità numerica.
L’arbitro Turpin si macchia di un (ulteriore?) errore di valutazione: al 103′ Palestra s’invola e arriva davanti a Basil. Muharemovic azzoppa il giocatore cagliaritano. Tutti pensano subito al rosso, ma Turpin ancora una volta sbaglia. Il risultato rimarrà questo al 120′ e si va alla lotteria dei rigori.
Calci di rigore che valgono un mondiale
- Tahirovic – gol
- P. Esposito – fuori
- Tabakovic – gol
- Tonali – gol
- Alajbegovic – gol
- Cristante – traversa, fuori
- Bajraktarevic – gol
L’Italia mancherà per la terza volta ai mondiali. Non una grandissima Italia, ma un’Italia che poteva prendere l’aereo per il Nord America: la pay tv ci racconterà il mondiale degli “altri”. Serve una grande riflessione, per tornare ad essere l’Italia di cui andare fieri.
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