Bologna FC
Bologna in missione a Bergen tra ghiaccio e fuoco
Neve e temperature sotto lo zero accolgono a Bergen i Rossoblù che sfideranno il “Fuoco” norvegese. L’allenatore del Brann: «Bologna? Forte sul piano fisico, ma ha giocato tante partite»
Più che una semplice partita Brann-Bologna sembra una cronaca degna di George Martin: ghiaccio e fuoco si combinano a Bergen. E da lì passa la qualificazione agli ottavi di Europa League. I Rossoblù dovranno sfidare il rigido clima norvegese e il fuoco degli avversari in campo.
Brann-Bologna: temperature sotto lo zero a Bergen
Le italiane che si sono inoltrate nei paesi nordici in questa stagione sono tornate sconfitte. Prima la Juventus, ieri l’Inter, entrambe battute dal Bodo Glimt a casa sua. Le condizioni meteo devono aver avuto il loro impatto. Certo, l’Islanda è a circa 1000 km più a nord di Bergen nel sud della Norvegia. Qui le temperature sono meno estreme, ma comunque i Rossoblù sbarcati ieri a Bergen, hanno trovato neve e strade ghiacciate.
Brann Stadion, Bergen (©Bologna FC 1909)
Il ghiaccio non ha creato problemi sul campo ibrido del Brann Stadio: protetto e quindi praticabile per la partita. La temperatura al fischio d’inizio dovrebbe aggirarsi intorno ai -2 gradi, ma nel corso della giornata potrebbe toccare i -9. Anche il Brann ha deciso di preparare la sfida contro il Bologna al riparo dal freddo di casa sua: due settimane di allenamento a Marbella (Spagna) prima di rientrare in Norvegia due giorni fa.
Brann: il “Fuoco” norvegese
E dove può essere il fuoco in tutto questo gelo? Nel nome dell’avversario del Bologna. La squadra di Bergen nasce nel 1908 in un bar della città. All’inizio si chiama “Fart”, veloce. Poi cambia, diventa “Brann”, fuoco. Negli anni le si danno dei soprannomi: “Orgoglio di Bergen” celebra i tre titoli nazionali e certe notti europee memorabili in Coppa delle Coppe (una contro la Sampdoria di Mancini e Vialli nel 1989) e Coppa Uefa (nel 2007 contro l’Everton fu protagonista Huseklepp che segnò poi in Bologna-Bari, 0-4).
Ma ce n’è anche un altro nome meno lusinghiero: “Heislaget”, squadra ascensore. Perché ha fatto sù e giù tra retrocessioni e promozioni. L’ultima volta nel 2021: la discesa dopo la contestazione per lo scandalo di 12 giocatori chiusi nello stadio con alcune donne. Poi la risalita con l’attuale allenatore e la qualificazione in Europa League.
Parla mister Alexandersson: «Vogliamo giocarcela»
L’allenatore che ha portato ha termine la risalita dopo la retrocessione del 2021 è Freyr Alexandersson, islandese, oggi ancora alla guida della squadra che ha condotto in Europa. Ieri, alla vigilia della sfida contro il Bologna, il mister del Brann ha commentato: «Vogliamo giocarcela sul piano fisico con il Bologna, aspetto in cui sono molto forti ma che potrebbe vederli meno freschi dopo le tante partite che hanno giocato. Ma hanno grandi giocatori come Santiago Castro e dobbiamo saperlo».
Espulsione Lykogiannis contro il Brann – Europa League (@Damiano Forentini)
E se alle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina la Norvegia è l’unica nazione che può guardare dall’alto l’Italia nel medagliere, il Bologna stasera è chiamato a superare l’avversario scandinavo. Anche perché le cose sono cambiate rispetto al pareggio al Dall’Ara a novembre nella fase campionato di Europa League. Il Brann ha perso Kornvig che aveva causato l’espulsione di Lykogiannis. E Helland è passato nelle file Rossoblù, lui che il clima norvegese lo conosce bene. Il Bologna dovrà comunque fare attenzione a Myhre il migliore dei suoi che tre mesi fa era indisponibile per infortunio.
Fonte: Alessandro Mossini, Corriere di Bologna
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
