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Calafiori, cuore rossoblù: «A Bologna mi sono riscattato: è stato tutto perfetto»

Il giovane difensore rossoblù e il club felsineo guardano al futuro tra prestazioni solide, interesse di mercato e ruolo sempre più centrale nel progetto tecnico.

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Riccardo Calafiori Bologna
Riccardo Calafiori in maglia rossoblù (© Damiano Fiorentini)

Un anno e mezzo fa Riccardo Calafiori ha salutato Bologna e il Bologna dopo un anno fantastico. Una stagione spettacolare a livello di squadra, con la qualificazione in Champions League, e a livello personale con la consacrazione in un nuovo ruolo.

Un anno indimenticabile che, anche a un anno di distanza, dopo essere diventato un elemento imprescindibile della Nazionale nonché un titolare dell’Arsenal, Riccardo non dimentica. «A Bologna mi sono riscattato – racconta Calafiori a Sportweek. Dopo il Bologna ho scelto l’Inghilterra perché ho sempre sognato di giocare qui».

Calafiori e il Bologna: che anno!

Quella stagione 2023/24 può essere ricordata come una delle più gloriose della storia del Bologna e Calafiori ne è stato un protagonista assoluto. Un protagonista, per la verità a sorpresa, che però custodisce squadra, annata e città nel cuore.

«Le cose belle hanno un inizio e una fine. Sono dipendente dalle sensazioni che ho provato quell’anno e vorrei tanto farle di nuovo mie. Lucidamente, però, capisco che è più bello custodire quel ricordo così com’è: perfetto». Un aggettivo, quello che utilizza Calafiori, che non ha bisogno di ulteriori spiegazioni: Lui a Bologna ha vissuto momenti incredibili che gli hanno cambiato la carriera.

La fortuna per lui è stata incontrare un ambiente come quello rossoblù, che aveva costruito un’alchimia perfetta anche con il suo allenatore: «Devo tanto a Thiago Motta, Spalletti e Arteta. Mi hanno cambiato».

La delusione al Genoa

La storia dell’infortunio al ginocchio è nota, trita e ritrita. Seppur bella, tutti la conoscono perfettamente. Quel che non tutti sanno è quello che ha vissuto dopo Riccardo. Le responsabilità affidategli da Mourinho, l’addio alla Roma e il passaggio, deludente al Genoa.

Col Grifone e al rientro in giallorosso, le grandi delusione da cui è dovuto riemergere prima col Basilea e poi al Bologna: «Blessin al Genoa mi chiamava “Italian Bastard” e mi trattava male? Io tendo sempre a giustificare i comportamenti degli altri e sicuramente ho sbagliato qualcosa. Anche a distanza di anni, però, non ho sensazioni positive su di lui. Il Genoa retrocesse e noi litigammo: penso che, anche se mi avesse fatto giocare un po’ di più, la mia carriera non sarebbe cambiata».

Il doloroso addio alla Roma

Una volta rientrato in giallorosso, purtroppo, per la Calafiori le delusioni non erano finite: «Avevo l’autostima sotto i piedi. Sono tornato alla Roma e ho saputo con un Sms che ero fuori rosa. Mi chiedevo se il mio destino fosse nelle Serie minori, però ero fiducioso: volevo lavorare per arrivare dove sono ora».

La maturità di non farsi abbattere dalle delusioni: «Con Roma e Genoa non è andata bene, ma me ne sono fatto una ragione, perché ero davvero molto giovane».

Poi le scelte che lo hanno fatto rinascere, compreso l’approdo a Bologna: «La scelta di ripartire dal Basilea è stata perfetta, appena sono arrivato lì ho capito che era il posto giusto per me: i compagni non si vedevano fuori dal campo, in città c’era poco da fare. Era il contesto ideale per trovare continuità e maturare in fretta. Tornato in Italia, penso di essermi riscattato con il Bologna».

 

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1 Commento

1 Commento

  1. doc

    22 Marzo 2026 at 1:53

    meglio fare la riserva all’Arsenal?

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