Bologna FC
Cambiaghi, tutto in un’ora
Sessantuno minuti per passare dall’esultanza al rimpianto: a Como Cambiaghi è decisivo due volte, nel bene e nel male.
Nel giro di poco più di un’ora Nicolò Cambiaghi riesce a essere tutto: l’uomo che, con un gol, sblocca una partita complicata e quello che, con una reazione istintiva, la complica irrimediabilmente. Il ritorno a due passi da casa – Monza è lì vicino – diventa così un mix difficile da digerire, fatto di esultanza e rimpianto. Un pomeriggio a due facce, che lascia sensazioni opposte ma una certezza: Cambiaghi è stato il protagonista assoluto della sfida del Sinigaglia.
Cambiaghi e il gol che accende Como
Non segnava dal 26 ottobre scorso, quando aveva colpito in trasferta a Firenze. Anche questa volta lontano dal Dall’Ara, Cambiaghi ritrova la rete in una partita importante. Dopo un primo tempo in cui il Como aveva fatto meglio, il suo gol a inizio ripresa cambia improvvisamente lo scenario: una giocata pesantissima, che porta il Bologna avanti e colora di rossoblù il Lago, sotto un settore ospiti gremito.
Sembrava l’episodio capace di indirizzare definitivamente la gara, la scossa giusta per ribaltare un pomeriggio fino a quel momento in salita. Era l’inizio della ripresa rossoblù? Per qualche minuto si. Poi tutto cambia.

Cambiaghi (foto Bologna Fc)
L’episodio amaro di Cambiaghi a Como
Dieci minuti dopo il gol arriva il momento che segna la partita. Van Der Brempt provoca, Cambiaghi reagisce con una gomitata: l’arbitro Abisso inizialmente estrae il giallo, ma il controllo al Var cambia il colore del cartellino. Rosso diretto, Bologna in dieci.
Un gesto istintivo, evitabile, che pesa come un macigno. Se il tiro finale di Baturina non avesse trovato la rete, quell’espulsione sarebbe forse scivolata sullo sfondo. Invece, con la beffa finale, torna inevitabilmente al centro del discorso al triplice fischio. Quanto ha inciso quell’episodio sulla strada verso i tre punti?
Delusione e responsabilità
Dopo la gioia, per Cambiaghi resta soprattutto l’amarezza. Il suo nome è inciso sulla partita in entrambi i sensi, nel bene e nel male. Vincenzo Italiano, che a fine gara lo ha comunque “assolto”, lo aveva schierato titolare per la terza volta consecutiva in campionato: un segnale chiaro di fiducia e di un ruolo ormai centrale.
L’esterno rossoblù salterà la sfida con il Verona, ma tornerà disponibile già dalla successiva, contro la Fiorentina, squadra a cui aveva segnato anche all’andata. Al netto dell’espulsione, i numeri e l’utilizzo parlano chiaro: Cambiaghi è uno degli esterni più impiegati dall’allenatore siciliano. E per un’ora abbondante, anche a Como, se ne è visto il motivo.
Uno sguardo avanti
Questi giorni di stop serviranno per fare ordine: tenere stretto ciò che di buono è emerso e limare ciò che va corretto. A venticinque anni appena compiuti, Cambiaghi è in un momento chiave della carriera. Davanti a lui c’è una stagione che deve consacrarlo.
Gli obiettivi sono chiari e intrecciati: incidere con continuità in rossoblù e restare nel giro dell’azzurro. Il primo cartellino rosso con la maglia del Bologna sarà una lezione da ricordare. Niente più reazioni impulsive, solo scelte lucide. Gol e, magari, anche assist. Proprio come quello che, a inizio ripresa, aveva illuso tutti di aver messo la partita sui binari giusti.
Fonte: Stadio, Stefano Brunetti
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