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Carpe diem: un dato per riaccendere il Bologna

Il Bologna crea meno di quanto vorrebbe, ma quando arriva l’occasione spesso la sfrutta. Un dettaglio che, dentro la crisi, può fare la differenza.

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Riccardo Orsolini e Jens Odgaard (© Bologna FC 1909)
Riccardo Orsolini e Jens Odgaard (© Bologna FC 1909)

In una stagione che ha improvvisamente smesso di scorrere leggera, il rischio più grande è quello di guardare solo ciò che non funziona. Ma attenzione, perché ci sono statistiche che sembrano guardare, il Bologna di Vincenzo Italiano con un sorriso. Uno in particolare, che racconta forse una storia meno rumorosa, ma quella che fa la differenza.

La classifica Sofascore sulle squadre che, in questa Serie A 2025/26, sanno cogliere le opportunità, non misura il bel gioco, né il dominio territoriale. Misura la capacità di colpire quando si presente l’occasione, quando serve davvero. E dentro questa graduatoria il Bologna non solo regge il confronto, ma presenta un tratto che può diventare chiave della risalita.

Il Bologna e l’arte di scegliere il momento: i numeri

I numeri dicono questo: 22 grandi occasioni create, 9 realizzate, 13 mancate. Una conversione del 33,3% che colloca i rossoblù tra le squadre più efficienti della Serie A.

Il Bologna non è una squadra che segna tanto. È una squadra che segna nel momento giusto. Una squadra che, anche nei momenti di difficoltà, non deve perdere del tutto la capacità di riconoscere l’attimo che conta.

Riccardo Orsolini e Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini) Bologna

Riccardo Orsolini e Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini) Bologna

Efficienza come base, non come limite

In un momento in cui la solidità difensiva tende maggiormente a sgretolarsi, questo dato ha un peso specifico. Il Bologna, anche quando soffre, anche quando rincorre, resta aggrappato alla possibilità di colpire. E spesso lo fa. “Saper cogliere le opportunità” significa esattamente questo: non aver bisogno di dieci occasioni limpide per segnare un gol, ma trasformare quella giusta.

Bologna, il confronto in statistiche che rafforza la tesi

Basta guardarsi intorno per capire il valore di questo dato. La Fiorentina crea più o meno quanto il Bologna, ma converte solo il 12% delle grandi occasioni. Il Verona addirittura meno del 16%. Squadre che producono, ma non capitalizzano, e che vivono una frustrazione continua.
Il Bologna no. Il Bologna è capace di ottimizzare. E questa è una qualità che non si improvvisa, soprattutto in una fase di appannamento generale.

L'esultanza di Castro dopo l'1-3 in Hellas Verona - Bologna

L’esultanza di Castro dopo l’1-3 in Hellas Verona – Bologna (© Bologna FC 1909)

Il vero passo da fare

Certo, il limite resta: il Bologna non crea ancora abbastanza grandi occasioni per stare stabilmente nelle prime posizioni. È qui che la squadra deve crescere, nel volume.

Se Italiano riuscirà a riportare quella fluidità di cui parliamo qui, senza disperdere questa efficienza, allora la classifica può cambiare. Perché aumentare il numero di occasioni mantenendo una conversione simile significa trasformare il rendimento, non solo le prestazioni.

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