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Giuseppe “BeppeGol” Savoldi, mister due miliardi: l’uomo che cambiò il calciomercato

Addio a uno dei più prolifici e amati bomber rossoblù della storia, protagonista del calcio anni ’70. Dalla gloria con il Bologna al trasferimento record al Napoli: resterà per sempre una leggenda amata dai tifosi.

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Beppe Savoldi
Beppe Savoldi

Dopo una lunga malattia, si è spento oggi all’età di 79 anni Giuseppe Savoldi. Idolo rossoblù, bomber implacabile, dotato di qualità atletiche e tecniche fuori dal comune, Savoldi è stato uno dei calciatori più presenti e più prolifici della storia del Bologna.

Nei cuori dei tifosi rossoblù ci è entrato di diritto a suon di gol. Prima di Ndoye lo scorso maggio, era suo il gol, su calcio di rigore, che aveva in parte messo la firma sulla finale di Coppa Italia del 1974, l’ultimo trofeo collezionato nella bacheca rossoblù prima del trionfo del 2025 firmato dal Bologna di Vincenzo Italiano.

Savoldi e il trasferimento record a Napoli

Ma Beppe Savoldi è stato qualcosa di più di un semplice giocatore e bomber, per quanto forte e prolifico. Un anno dopo quel trionfo, BeppeGol nell’estate del 1975 diventò il simbolo di un calcio che stava cominciando seriamente a cambiare.

In quell’anno in cui la lotta sociale si inaspriva e al sud la recessione imperversava, il patron del Napoli Corrado Ferlaino buttò benzina sul fuoco delle polemiche. Beppe Savoldi, infatti, venne ceduto dal Bologna alla squadra partenopea per la cifra, allora record, di 2 miliardi delle vecchie lire: 1,4 miliardi più i cartellini di Rosario Rampanti e Sergio Clerici, valutati in totale 600 milioni.

Un trasferimento shock, con un’offerta che non si poteva rifiutare, in una situazione sociale complessa e difficile. Per qualcuno un vero e proprio schiaffo alla povertà.

”O’ Maraja”, Mister due miliardi

Ferlaino, con l’aiuto di Janich ex compagno di Savoldi a Bologna, e pronto a svenarsi per avere un bomber all’altezza delle ambizioni partenopee non badò a spese, accontentando le esose richieste del presidente Conti. Oggi si direbbe “Ferlaino sceicco”, allora i giornali titolavano “Ferlaino maraja”.

Ben presto, Savoldi passò alla storia come “mister due miliardi”, e aveva ragione chi lo disse. Quell’acquisto record cambiò rapidamente il mercato (due anni dopo, nonostante un grave, tornò a Bologna per 16 miliardi). Ma nemmeno fruttò gli effetti sperati nonostante l’illusione iniziale, nonostante per i tifosi partenopei Beppe si meritò il nomignolo di “O’ Maraja”.

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