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Le bandiere sono eterne, per questo la scomparsa di Giuseppe Savoldi segna un momento di grande commozione per tutti i tifosi del Bologna, ma anche un momento di passaggio perchè laddove l’uomo può lasciarci, non ci lascerà mai il mito di Beppe Savoldi. Nessun tifoso rossoblù, infatti, dimenticherà mai il primo Beppe Gol della storia petroniana, per altro bergamasco come il secondo.

Centravanti elegante e prolifico, Beppe Savoldi è stato uno dei protagonisti più amati della storia rossoblù negli anni Settanta, uno che ha fatto appassionare e sognare tanti tifosi.

Giuseppe Savoldi

Giuseppe Savoldi (© Bolognafc.it)

Giuseppe Savoldi, bandiera del Bologna

Arrivato a Bologna nel 1968, si impose rapidamente come punto di riferimento offensivo grazie al suo fiuto del gol e alla capacità di essere decisivo nei momenti chiave. Non a caso, diventerà in poco tempo non sono uno dei miti del tifo bolognese ma anche uno dei bomber più affidabili della Serie A in quegli anni (e non solo).

Il suo apice con i nostri colori lo ebbe nella stagione 1969-70, quando contribuì in maniera determinante alla conquista della prima Coppa Italia della storia del Bologna, e alzerà poi anche la seconda. I suoi gol, non di rado spettacolari, lo resero anche simbolo di un Bologna che tornava finalmente competitivo e ambizioso. E che gettava le basi anche per il settimo Scudetto. Con il Bologna ha vinto anche una Coppa di Lega Anglo-Italiana ed è stato Capocannoniere della Serie A nella stagione 1972/73 (ex aequo con Pulici e Rivera). Quarto marcatore di sempre nella storia rossoblù con 140 reti e 317 presenze.

Venduto per una cifra record al Napoli, dove vincerà una nuova Coppa Italia e una nuova Coppa di Lega Anglo-Italiana, Savoldi si scoprì anche cantante. Il legame con Bologna rimase sempre speciale, tanto da tornare sotto le Due Torri una volta chiusa la parentesi partenopea. Amore per Bologna dunque, pienamente ricambiato da tifosi di ogni generazione, anche di quelli che lo hanno visto giocare solo tramite immagini d’annata.

Bologna, e il calcio italiano, perdono un grande giocatore e un pezzo della propria storia, ma nè l’uno nè l’altro perdono il mito, perchè Beppe Savoldi è un mito rossoblù e del calcio italiano, e come tale resterà immortale.

Ciao Beppe, grazie di tutto!

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