Bologna FCEuropa League
I protagonisti di Bologna-Celtic: da Engels a Maeda, ecco chi può cambiare la partita tra gli scozzesi
Esperienza europea, ritmo e giovani individualità: tante le insidie a cui fare attenzione nella rosa della squadra di Glasgow
Torna, o meglio, tornerà alle 18.45 di domani l’Europa al Dall’Ara. Quasi due mesi dopo l’ultima volta, infatti, la musichetta dell’Europa League tornerà a riecheggiare tra le mura della casa del Bologna, che per l’occasione ospiterà il nobilissimo Celtic di Glasgow. E proprio dall’ultima volta (4 a 1 al Salisburgo) qualcosa è cambiato per la banda di Italiano, che ormai da diverse settimane fatica a ritrovare il ritmo e continua ad inanellare risultati negativi. Tuttavia, da dopo la sconfitta alla prima giornata con l’Aston Villa, i Rossoblù non hanno più steccato in Europa, e sperano di sfruttare la sfida di domani per mettersi alle spalle il momento buio.
Celta Vigo-Bologna 1-2, l’ultima gara europea del Bologna (© Bologna FC 1909)
Bologna-Celtic: a chi prestare attenzione
Di fronte, però Ferguson e compagni si troveranno di fronte una squadra tutt’altro che di basso livello. Nonostante il ventiquattresimo posto in graduatoria ed una stagione non troppo brillante, infatti, il Celtic dispone di una rosa ricca di giocatori affermati. Tra di loro, diverse stelle con un passato in Premier League e tanti giovani di belle speranze in rampa di lancio nel calcio europeo. Motivo per cui, anche se mancherà la stella Jota (ferma ormai da tempo per un bruttissimo infortunio al ginocchio) i biancoverdi non sono una squadra da prendere sottogamba.
Affidabilità e dinamismo al servizio di Schmeichel

Kieran Tierney, terzino sinistro del Celtic (© Video Celtic TV)
Un 4-3-3 “scolastico”. Questa è la base del calcio di O’Neill, che punta molto al sodo, prediligendo un calcio concreto e concentrato in maniera specifica sui lati esterni del campo. Motivo per cui nella difesa dei biancoverdi compiti fondamentali li hanno i due laterali del pacchetto arretrato: Kieran Tierney e Julian Araujo. Il primo, ex promessa dell’Arsenal, è tornato in patria dopo 5 stagioni nei Gunners. Laterale molto veloce di piede mancino, è abile anche nella fase difensiva, anche se il meglio di sé lo da in fase di sovrapposizione.
Discorso simile anche per Julian Araujo, laterale destro in prestito dal Bornemouth. Dopo una carriera giovanile di alto livello tra USA e Barcellona, il ragazzo si è un po’ perso ed ora vuole sfruttare questo prestito per tornare protagonista. A differenza del compagno di reparto, il messicano non eccelle in fase difensiva, preferendo molto di più la fase di attacco, in cui può eccellere grazie ad ottime doti tecniche ed atletiche. Alle loro spalle ci sarà il sempreverde Kasper Schmeichel, uno degli eroi del Leicester campione d’Inghilterra nel 2016 ed ancora portiere di ottimo livello europeo.
Libertà in mezzo al campo
Se è vero che il gioco dei Bhoys si articola molto sugli esterni, va detto però che grandi compiti li hanno anche i tre centrocampisti. In mezzo al campo, infatti, O’Neill difficilmente fa a meno di McGregor, Hatate ed Engels. Il primo, capitano e leader carismatico, ha il compito di dare riferimenti ai compagni, giocando da mediano e svolgendo ruoli maggiormente di interdizione ed impostazione del gioco.
Gioco che si articola grazie ai guizzi di Hatate ed Engels, mezzali molto diverse ma unite dall’obiettivo di creare la superiorità tra le linee. Tra i due, occhi puntati sul ventiduenne belga, fiore all’occhiello degli scozzesi già adocchiato da diverse big in tutta Europa. Abilissimo nell’uno contro uno, il numero 27 sfrutta spesso la sua abilità negli inserimenti per rendersi pericoloso nell’area avversaria.
Tutto passa dagli esterni
Ruolo fondamentale in Bologna-Celtic, come detto, lo avranno gli esterni. Negli scozzesi in particolare, attenzione al tunisino Tunekti ed allo svedese Nygren, capocannoniere della squadra, anche se nelle ultime partite spesso gli è stato preferito il coreano Yang. In generale, comunque, il Celtic dispone di esterni non velocissimi sul lungo, ma dotati di un’ottimo dribbling nello stretto che gli permette di saltare con facilità il proprio marcatore per provare il tiro o il cross sul secondo palo.
Zona che ama attaccare Daizen Maeda, leader offensivo della squadra di O’Neill e pericolo numero uno per gli uomini di Italiano. Nonostante non sia fisicamente il classico centravanti d’area, il giapponese è un giocatore estremamente intelligente, dotato di un’ottimo tiro, che affianca a grande rapidità e insidiosi movimenti senza palla, che gli permettono spesso di farsi trovare solo al centro dell’area di rigore.
Martin O’Neill l’arma in più degli scozzesi

Martin O’Neill, allenatore del Celtic (© Video Celtic TV)
Eh già, nella stagione molto travagliata degli scozzesi è proprio il 73enne Martin O’Neill il faro nel buio. L’anno degli scozzesi, infatti, ha già visto il cambio di ben 3 allenatori, con Brendan Rodgers ad inizio stagione ed il “mese d’inferno” di Wilfired Nancy (2 vittorie e 6 sconfitte) entrambi intervallati dalla cura O’Neill, che in 11 partite ha registrato 10 vittorie ed una sola sconfitta. Inizialmente ingaggiato come allenatore ad interim probabilmente il nordirlandese condurrà la squadra fino a fine stagione.
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