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Il cammino di Santiago

Tra le magie di un Santiago Castro e il ritorno al calcio di Italiano, il Bologna sbanca Torino e ritrova la sua identità: per la vera svolta, però, serve blindare una difesa che non conosce più il clean sheet

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Santiago Castro festeggia il gol contro la Lazio in Coppa Italia (© Damiano Fiorentini)
Santiago Castro festeggia il gol contro la Lazio in Coppa Italia (© Damiano Fiorentini)

L’ora di Santiago è scoccata. Il Bologna sapeva bene di possedere questa risorsa, si chiedeva solo quando si sarebbe palesata in tutta la sua perfezione. Perché Castro di gol ne aveva già segnati parecchi, ma nessuno aveva ancora rivelato una tale personalità.

L’arte di Santiago Castro al servizio del Bologna

Girata a terra e conclusione d’esterno destro. Poche volte si vede un gol come quello di Santiago, soprattutto nel nostro calcio, tecnicamente più povero di quello dei grandi attaccanti. Una perla che chiude la gara all’Olimpico Grande di Torino sul 1-2. È la seconda vittoria del Bologna in 85 giorni: da Verona a Torino, Santi si rende ancora protagonista. Prima il gol della vittoria il 15 gennaio, poi quello del 15 febbraio. L’argentino sale così a quota 7 centri in campionato (9 stagionali considerando anche la Coppa Italia) e mette nel mirino il suo record personale con la maglia rossoblù, fissato a 10 reti.

La chiave del successo

Ma Santi non è l’unica nota dolce della sfida di Torino. Il recupero di Lucumi e Bernardeschi non è passato inosservato, così come la grinta messa in campo da Rowe e Sohm, all’esordio da titolare con la maglia del Bologna. Il risultato? Supremazia rossoblù, di gioco e di occasioni. Il gioco di Italiano, che sembrava esseri impantanato, ha ricominciato a funzionare: non per chissà quale cura, ma solo grazie alla lucidità di chi ne interpreta i ruoli chiave.

Rowe, Moro, Castro, Sohm e Bernardeschi festeggiano la rete contro il Torino crediti Bologna Fc 1909

Rowe, Moro, Castro, Sohm e Bernardeschi festeggiano la rete contro il Torino (© Bologna FC 1909)

La vittoria di Torino è sufficiente? Sicuramente no. Il cammino è ancora lungo, non solo per Santiago, ma per l’intera squadra. Un limite in particolare continua ancora a manifestarsi senza sosta e riguarda le reti subite: il Bologna non esce dal campo senza aver subito almeno un gol da ben 13 partite consecutive, un’onda da bloccare se si vogliono mettere in fila risultati positivi. La possibilità c’è: il calendario mette di fronte al Bologna una serie di gare alla portata, ma starà alla squadra non prenderle sottogamba. Brann, Udinese, Pisa, Verona e Sassuolo: la stagione non è compromessa, ma il tempo dei bonus è finito.

(Fonte: Stadio)

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