Bologna FC
Il momento del Bologna raccontato dai numeri (Corriere di Bologna)
San Siro ha messo a nudo i limiti di una squadra in difficoltà, spesso costretta a inseguire e salvata solo dalle parate del suo portiere.
Il Bologna ha smarrito la bussola. La serata di San Siro, più che una sconfitta, è stata la prova brutale di una squadra fragile, disordinata e spesso in balia degli eventi, salvata solo dalle parate di Ravaglia da un passivo che avrebbe potuto diventare ben più pesante. A rendere il quadro ancora più netto ci ha pensato Vincenzo Italiano, insolitamente diretto nel dopogara: parole dure, quasi uno schiaffo salutare, per scuotere un gruppo che sembra essersi cullato su certezze premature.
Secondo il tecnico, la vittoria europea di Vigo ha rappresentato un punto di svolta, ma non in positivo. Un eccesso di autocompiacimento avrebbe portato il Bologna a sentirsi “oltre” la propria reale posizione, pagando poi il conto nelle settimane successive. Una lettura che trova conferme nelle statistiche, anche se i primi segnali di allarme erano già comparsi prima. Le difficoltà del Bologna, infatti, non nascono all’improvviso.
Bologna, la difesa che non regge più, lo dicono chiaramente le statistiche
Basta un dato su tutti: sono dieci le partite consecutive senza un clean sheet, con l’ultima porta inviolata che risale al 22 novembre a Udine. Da allora, i rossoblù hanno incassato 15 gol, quasi sempre concedendo occasioni pulite e ravvicinate. Ancora più indicativo è un altro trend: in otto delle ultime nove gare di campionato il Bologna ha dovuto inseguire, andando sotto nel punteggio. L’unica eccezione è stata la sfida con il Sassuolo, quando il vantaggio iniziale firmato Fabbian aveva illuso il Dall’Ara.
Jhon Lucumì (© Bologna FC 1909)
Anche il successo di Vigo, oggi, sembra una parentesi luminosa dentro un percorso già buio, iniziato con la pesante sconfitta interna contro la Cremonese. Una partita che, col senno di poi, aveva già mostrato crepe strutturali mai davvero riparate.
Ravaglia sotto assedio e i gol da palla inattiva
Per capire quanto la fase difensiva stia scricchiolando, basta osservare il lavoro di Ravaglia. Il portiere rossoblù è uno dei più sollecitati dell’intero campionato: 4,1 parate di media a partita, secondo solo ad Audero della Cremonese, che però ha giocato molti più minuti. Insomma, una squadra che concede troppo e troppo facilmente.
Federico Ravaglia, titolare in Cagliari-Bologna (© Bologna FC 1909)
E quando la palla supera la linea, emerge un’altra statistica preoccupante per il Bologna: quattro gol subiti su palla inattiva nelle ultime tre giornate di campionato. Un campanello d’allarme che si aggiunge a un quadro già fragile.
Attacco sterile e numeri che non aiutano
Davanti non va molto meglio. La produzione offensiva si è drasticamente ridotta, come certificano gli expected goals: una media di 0,89 nelle ultime tre gare di campionato, ben lontana dai valori che avevano accompagnato il Bologna nei momenti migliori della stagione. Per ritrovare una prestazione sopra quota 1 bisogna tornare a Lazio-Bologna, quando gli xG arrivarono a 1,23.
Santiago Castro recupera palla dopo il suo goal dell’1-3 (© Bologna FC 1909)
La strada per uscire dal tunnel è difficile ma chiara al tempo stesso, almeno nei principi. Ritrovare compattezza, solidità, attenzione. Tornare a “non prenderle”, come primo passo, per evitare di dover sempre rincorrere. Solo da lì potrà rinascere anche l’attacco. Italiano lo sa, la squadra pure. Ora, però, servono risposte sul campo, perché i numeri raccontano una situazione che il Bologna non può più permettersi di ignorare.
Fonte: Marco Vigarani, Corriere di Bologna
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