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Bologna FC

L’importanza di definirsi rossoblu

Ricordiamo i momenti belli e quelli di difficoltà perché, se vissuti col giusto sostegno, sono gli insegnanti più preziosi

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Vincenzo Italiano (© Bologna FC 1909)
Vincenzo Italiano (© Bologna FC 1909)

Andrà tutto bene. A volte sentiamo questa frase riecheggiare prepotentemente nei nostri cervelli, quasi come un mantra. C’è chi ricorda quando da bambino aveva la febbre, ma sapeva che tanto c’erano mamma e papà. C’è chi si appella alla crescita degli ultimi anni. Ma, in fondo, tutti i tifosi in questo momento vorrebbero sentirselo dire. Vorrebbero sentirsi dire che il Bologna tornerà a girare come prima, che tornerà a vincere partite su partite. Ed è normale, perché vuol dire che c’è un legame vero con la squadra. Però, questo fenomeno psicologico ha derive differenti a seconda di chi lo vive. D’altronde siamo tutti diversi, e questo lo sappiamo dalla notte dei tempi. Insomma, avere reazioni dissimili è naturale, ma proprio in questo momento chi ci tiene davvero deve dimostrarlo. Serve unione, serve appartenenza.

Jonathan Rowe (© Bologna FC 1909)

Jonathan Rowe in azione durante Genoa-Bologna (© Bologna FC 1909)

Conosciamo la sconfitta…

Sembra una frase fatta. Andrà tutto bene. E forse un pò lo è. Pertanto, se lo diciamo, dobbiamo esserne davvero convinti. Non deve essere una bovina sottomissione al destino; piuttosto sarebbe opportuno lasciare spazio al sacro pensiero critico. C’è tempo per rigirare il timone, ma serve unità. Potrebbe arrivare una mano anche dal calciomercato? Sicuramente. Ma criticare l’operato della dirigenza nelle ultime sessioni significa dimenticarci da dove viene il Bologna, qual è stato il suo passato recente. Conosciamo la sconfitta, conosciam la Serie B non può essere un recipiente vuoto, anzi. Questo coro ricorda a tutti ciò che la squadra ha superato per arrivare a vincere una Coppa Italia. E perché una curva intera lo canta? Perché l’Andrea Costa lo sa, lo sa che i momenti complessi si superano non soltanto in spogliatoio, ma anche con un pubblico solidale. 

Thijs Dallinga in Bologna-Celtic (© Damiano Fiorentini)

Thijs Dallinga (© Damiano Fiorentini per 1000cuorirossoblu)

Una serata rossoblu

La frustrazione non va dimenticata, ma occorre accantonarla per qualcosa di più grande. Il processo è fatto davvero a scale, e quello che può sembrare un passo indietro magari tornerà utile in futuro. Ma torniamo a noi, all’oggi. I ragazzi di Italiano sono attesi da una partita importante, con il sogno, complesso ma matematicamente possibile, di agganciare le prime otto. Tra pochi minuti ci siederemo tutti sul divano, con una sola bandiera nel cuore. Questo è il bello dello sport, e non dobbiamo permetterci che sfugga dalle nostre mani. Ricordate: senza serenità non c’è successo.

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