Bologna FC
Nuovo “Dall’Ara” – Lepore:”Non bisogna illudere i Tifosi”
Il piano B per il nuovo “Stadio Dall’Ara” sembra prendere forma: ma non sarà nè semplice, nè veloce
Su quello che sarà il nuovo stadio cittadino (non parliamo di restyling del Dall’Ara) anche Lepore non ha fatto mancare il suo pensiero. Perchè se la situazione del futuro del Dall’Ara pare definita, il percorso per un nuovo impianto, in altra location rispetto a Via Andrea Costa, è appena partito. Un percorso che nasce, stavolta, nel privato, ma non può non tenere conto del “pubblico”.
La Torre del Dall’Ara (©Bologna FC 1909)
Lepore:”Non bisogna illudere i tifosi”
Ma andiamo con ordine: il Bologna Fc 1909, con in testa il suo Presidente, non vogliono perdere l’opportunità di giocare in un’arena moderna. E quello che potrebbe sembrare ai più un piano B, scrive Massimo Vitali nell’edizione odierna del Resto del Carlino, passa necessariamente da un consesso di partner privati. I nomi possibili sono quelli di Bologna Fiere (che sta già costruendo il nuovo Pala Sport della Virtus), che però esprime cautela sul progetto nuovo stadio, per via di permessi e iter complesso da seguire. Altro partner di sicuro spessore per il progetto è l’Ima della Famiglia Vacchi (che però, al momento, ha smentito ogni coinvolgimento sull’operazione).
Il Sindaco Lepore dal canto suo, da Palazzo D’Accursio (foto d’apertura), ha tenuto a precisare che: « Non bisogna illudere i tifosi. Quando ci saranno notizie concrete le daremo, per ora c’è tanta buona volontà. Ho sempre detto che il capitolo Stadio si può riaprire se ci sono le risorse e qualcuno è realmente interessato a investire. Ma bisogna essere concreti e rispettosi dei tifosi che aspettano da tempo».
I tempi e le cifre
Non essendoci ancora un piano concreto e ben delineato, si ragiona su linee guida che nel tempo troveranno conferme. L’operazione dovrebbe aggirarsi sui 170 milioni di euro e le tre aree possibili sono il Caab, alcuni terreni di Bologna Fiere e il Parco Nord. Più defilata è Villa Pallavicini, dove ci potrebbe essere lo “scoglio” del verde pubblico da tutelare.
Joey Saputo, durante Bologna-Lazio, a nove giornate dalla fine (@Damiano Fiorentini)
Se si vuole rincorrere l’obiettivo di poter candidare Bologna per Euro2032, la parola d’ordine è “no tempi lunghi”. Per questo si accellererà sulle partnership private (ma anche le istituzionali saranno le benvenute), perchè il rischio è che dopo dieci anni di parlare non se ne faccia nulla.
Con buona pace di Joey Saputo
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