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Primavera, il segreto della squadra di Morrone

Nessun giocatore in doppia cifra, ma la forza della Primavera rossoblù è stata la partecipazione collettiva: sono già 15 i marcatori diversi in campionato.

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Bologna Primavera, Luca Lo Monaco (©Bologna FC 1909)
Bologna Primavera, Luca Lo Monaco (©Bologna FC 1909)

La Primavera di Morrone continua a stupire. In un calcio dove spesso tutto ruota attorno al centravanti di riferimento, il Bologna ha scelto una strada diversa, distribuendo responsabilità e gol tra tanti interpreti. Un limite? Al contrario. Perché se in prima squadra l’assenza di un bomber da grandi numeri può diventare un problema, nel settore giovanile può trasformarsi in un segnale di crescita collettiva.

E allora conta davvero avere un attaccante da 20 reti, quando tutta la squadra riesce a incidere?

Primavera, il valore del gruppo

I dati raccontano una squadra costruita sulla partecipazione offensiva di tanti giocatori. In testa alla classifica marcatori rossoblù c’è Luca Lo Monaco con 8 reti in 20 presenze, seguito da Ferrari e dalla sorpresa N’Diaye, entrambi a quota 7. Numeri importanti soprattutto per il centrocampista, autore di una crescita evidente nel corso della stagione.

Morrone, del resto, ha sempre puntato su un reparto offensivo dinamico, senza affidarsi esclusivamente a una punta centrale. Per un periodo il peso dell’attacco era stato sostenuto da Castaldo, che però ha dovuto alternare gli impegni con la Primavera alle chiamate della prima squadra, complice l’assenza di Dallinga.

Dietro ai primi tre marcatori troviamo Toroc, arrivato a 5 gol dopo la rete segnata contro l’Inter nell’ultimo turno. A quota 4 ci sono invece Castaldo e Negri, autentico jolly della squadra, utilizzato da Morrone praticamente in ogni zona del campo: mezzala, esterno offensivo e perfino quinto di centrocampo.

N'Diaye, Bologna Primavera (©Bologna FC 1909)

N’Diaye, Bologna Primavera (©Bologna FC 1909)

I numeri della Primavera rossoblù

Scorrendo al lista dei marcatori emergono tanti altri protagonisti. Armanini è fermo a 3 reti dopo un avvio molto positivo, prima di trovare maggiore spazio con l’Under 18. Stesso bottino per Jordi Jaku, spesso decisivo nei momenti più importanti della stagione.

A quota 2 ci sono Baroncioni e Tomasevic: quest’ultimo è diventato ormai una minaccia costante sui calci d’angolo, oltre a garantire una solidità difensiva di altissimo livello. Chiudono poi l’elenco dei marcatori Nesi, Papazov, Anastasio, Castillo e l’ex Sadiku, tutti con una rete.

Il risultato finale parla di 15 giocatori diversi andati a segno in campionato. Non un dato clamoroso in assoluto, ma abbastanza per descrivere perfettamente l’identità di questa squadra: una vera cooperativa del gol.

Tomasevic, Bologna Primavera (© Bologna FC 1909)

Tomasevic, Bologna Primavera (© Bologna FC 1909)

Luca Lo Monaco si prende la scena

Tra tutti, il protagonista principale resta comunque Luca Lo Monaco. La sua annata era iniziata con l’Under 18, prima della promozione stabile in Primavera. Il primo gol è arrivato il 29 novembre sul campo del Torino, poi da lì è iniziata la sua escalation.

Prima le reti contro Inter e Milan, fondamentali per conquistare due pareggi pesanti, poi il sigillo contro la Cremonese. Dopo l’infortunio, il rientro è stato immediatamente accompagnato da un’altra giocata decisiva: la splendida punizione realizzata contro la Juventus.

Nel finale di stagione sono arrivate anche la doppietta contro il Sassuolo e il gol nel successo interno per 3-1 sul Frosinone. Otto reti complessive, arricchite anche da 6 assist, che confermano un talento ancora tutto da sviluppare ma già capace di lasciare il segno. Una rete ogni 140 minuti.

Bologna Primavera, Lo Monaco (©Bologna FC 1909)

Bologna Primavera, Lo Monaco (©Bologna FC 1909)

Playoff, il traguardo è vicino

Come riportato da “Più Stadio“, nell’articolo di Davide Centonze, la giornata di oggi potrebbe già diventare decisiva per la corsa playoff. Se l’Inter non dovesse battere il Verona alle 18, il Bologna sarebbe matematicamente qualificato.

A quel punto l’obiettivo diventerebbe ancora più ambizioso: difendere il quinto posto e magari mettere nel mirino il quarto occupato dalla Roma. Un piazzamento che garantirebbe il vantaggio del fattore campo nei quarti di finale e, soprattutto, due risultati su tre a disposizione. Un dettaglio da poco? Assolutamente no.

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