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Orsolini all’evento Inside the Sport: «Bologna? L’obiettivo è finire con dignità. L’Italia riparta dalle basi»

Ecco le dichiarazioni rilasciate da Riccardo Orsolini, premiato all’evento Inside the Sport 2026 a Coverciano.

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Riccardo Orsolini (©Bologna Fc 1909)

Nel giorno in cui il talento riceve riconoscimento, Riccardo Orsolini si prende la scena lontano dal campo ma senza mai perdere di vista il rettangolo verde. Al Museo del Calcio di Coverciano, nel cuore simbolico del movimento calcistico italiano, l’esterno del Bologna ha ricevuto il premio “Estro e Classe all’evento Inside the Sport 2026. Un riconoscimento che celebra la qualità, la fantasia e la personalità di un giocatore che sa accendere le partite con una giocata.

La cerimonia ha riunito figure di primo piano del calcio italiano, tra dirigenti, tecnici e calciatori. Accanto a Orsolini, Roberto Mancini e Fabio Grosso, a testimonianza di un contesto che vuole intrecciare l’esperienza con le nuove generazioni. Ma al di là della cornice celebrativa, il numero 7 rossoblù ha riportato subito il discorso sulla realtà del campo. Una realtà che trapela direttamente dalle dichiarazioni riportate da TMW.

Riccardo Orsolini con il premio "Estro e Classe – Inside the sport”

Riccardo Orsolini con il premio “Estro e Classe – Inside the sport” (© Bologna FC 1909)

Le dichiarazioni di Riccardo Orsolini

Orsolini sul rendimento in campionato:
«Quando giochi così spesso tra giovedì e domenica le energie si consumano. Lo stiamo avvertendo, ma è normale in una stagione del genere. Adesso ci aspetta un finale complicato, con partite difficili, però vogliamo giocarcele tutte fino in fondo».

C’è chi pensa che la stagione sia ormai indirizzata. È davvero così?
«Assolutamente no. Ci sono ancora cinque partite e tanti punti in palio. Sono gare stimolanti, contro avversari forti, e vogliamo chiudere nel miglior modo possibile. L’obiettivo è finire con dignità e senza rimpianti».

Riccardo Orsolini sul premio ricevuto a Coverciano:
«È sempre bello essere premiati, significa che quello che fai viene apprezzato. Ci tenevo a esserci, anche se è stata una giornata intensa e sono arrivato con poche ore di sonno. Occasioni così sono speciali anche per ritrovare tante persone del mondo del calcio».

Come interpreti il momento del calcio italiano e della Nazionale?
«Non è semplice dare una spiegazione precisa. Credo però che si debba ripartire dalle basi: settori giovanili, formazione degli allenatori, crescita dei ragazzi senza l’ossessione del risultato immediato. I talenti non mancano, bisogna metterli nelle condizioni giuste per emergere».

Chi vedi come commissario tecnico ideale per il futuro?
«Non spetta a me dirlo. Prima bisogna capire chi farà le scelte, poi si penserà ai nomi. Di sicuro l’Italia deve tornare a competere ad alto livello e a vivere da protagonista i grandi tornei».

A livello personale, che stagione è stata?
«Diversa dal solito. In passato partivo piano e finivo forte, quest’anno è successo il contrario. Ora però sto ritrovando buone sensazioni e voglio chiudere bene. I gol sono arrivati, ma cerco più continuità: è quello che fa la differenza».

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