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Orso, il più sfortunato in Serie A: ecco cosa dicono i numeri

Sei pali colpiti e una sensazione costante: Orsolini è sempre vicino al gol.

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Riccardo Orsolini con la maglia del Bologna stagione 2025/2026
Riccardo Orsolini (© Damiano Fiorentini)

C’è un confine sottilissimo tra il gesto perfetto e quello incompiuto. Una questione di centimetri, a volte di millimetri. È lì che si annida quella che, citando Fulminacci, è la sua “Stupida Sfortuna”. A spiegare meglio questo concetto ci pensa una classifica Kickest sui pali colpiti in Serie A alla 33ª giornata della stagione 2025/26. E in cima, al primo posto, c’è ancora lui: Riccardo Orsolini.

I dati che riguardano Riccardo Orsolini: Bologna, ecco perché si trova al primo posto

Sei legni colpiti su 34 conclusioni tentate: il 18% dei suoi tiri si è stampato contro il palo. A parte gli scherzi, non si tratta solo di sfortuna. È frequenza, insistenza e volume offensivo. È un attaccante che ci prova, che cerca la continuamente la porta, un attaccante che vive costantemente sul filo del gol.

Riccardo Orsolini (© Bologna FC 1909)

Riccardo Orsolini (© Bologna FC 1909)

Colpire sei pali a questo punto della stagione significa avere un impatto offensivo costante, quasi ossessivo. Significa essere sempre lì, nella zona calda, a pochi centimetri dalla differenza tra un +3 e un’esultanza strozzata.

La classifica

Dietro Orsolini, la classifica si fa interessante e variegata. Kenan Yıldız segue con cinque pali su ben 43 tiri tentati (12%). Poi spicca il dato di Mkhitaryan: quattro pali su appena 13 conclusioni, un impressionante 31%, un’efficienza al contrario. Ancora più curiosi i numeri di Samardžić e Giménez, entrambi a quota tre pali su dieci tiri (30%). Qui la sfortuna è quasi statistica pura: un tiro su tre si infrange contro il legno.

Orsolini, stagione al confine

Ma tornando a Bologna, Orsolini non è nuovo a queste stagioni “di confine”, fatte di occasioni solo sfiorate. La sua è una produzione offensiva che vive di strappi, di intuizioni improvvise, di conclusioni che cercano sempre l’angolo più lontano. E quando cerchi sempre il massimo, il margine d’errore si riduce al minimo.

Riccardo Orsolini e Nicolò Cambiaghi (© Bologna FC 1909)

Riccardo Orsolini e Nicolò Cambiaghi (© Bologna FC 1909)

Il palo simboleggia perfettamente questo equilibrio precario: abbastanza vicino da illudere, abbastanza lontano da negare. È il dettaglio che separa una stagione “ottima” da una “straordinaria”.

E allora viene da chiedersi: è davvero solo sfortuna? O è il prezzo da pagare per chi gioca costantemente al limite della precisione A Bologna, probabilmente, la risposta è già chiara. Meglio un Orsolini che colpisce sei pali — e continua a provarci — che uno che smette di cercare quell’angolo impossibile.

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