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Orso, il sorpasso a volte è un’arma

Il digiuno di Orsolini pesa, ma non cancella il suo ruolo centrale. Il Bologna ha bisogno di riaccendersi insieme a lui.

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Riccardo Orsolini (© Damiano Fiorentini)
Riccardo Orsolini (© Damiano Fiorentini)

La classifica marcatori non mente. Ma la storia va raccontata in toto. Veder comparire Riccardo Orsolini al settimo posto della classifica marcatori, in mezzo a nomi che fino a due mesi lo inseguivano, fa un certo effetto. Sei gol oggi, dieci per Lautaro Martinez, otto per Pulisic. Un sorpasso, sì, ma anche qualcosa di più sottile. Un rallentamento. Ma rallentare non significa fermarsi.

Orso e il Bologna, senza fare rumore

Orsolini, fino a novembre, non era solo il miglior marcatore del Bologna: era il migliore dell’intera Serie A. Segnava, decideva, trascinava. Poi il flusso si è interrotto. Non di colpo, ma come succede alle squadre e ai giocatori quando entrano in una fase di transizione che nessuno aveva messo in conto.
Da tenere a mente che Orso è ancora lì. E rimane in top 10, rimane tra i grandi. Semplicemente, mentre attorno a lui Lautaro, Leão, Thuram e compagnia hanno continuato a produrre, il Bologna ha perso ritmo. E con lui il suo uomo simbolo.

Riccardo Orsolini e Lautaro Martinez

Riccardo Orsolini e Lautaro Martinez

Il peso del contesto

Nelle ultime cinque giornate sono arrivati appena due punti, tre gol segnati e otto subiti. Ecco la spiegazione: se la squadra fatica a creare, chi vive negli ultimi trenta metri finisce per sembrare spento. Non perché abbia perso qualità, ma perché riceve meno palloni “buoni”, meno situazioni in cui può fare davvero la differenza.

Proprio qui si apre uno spiraglio. Perché a Como, dopo settimane, si è rivisto qualcosa di familiare: un Bologna più verticale, più vivo, con testa e gambe finalmente allineate. Non una svolta clamorosa, ma un segnale. Di quelli che danno immediatamente risultati tangibili, ma che gli allenatori e i giocatori riconoscono subito.

Riccardo Orsolini e Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini)

Riccardo Orsolini e Vincenzo Italiano (© Damiano Fiorentini)

Basta un gol per ripartire?

Dentro questo quadro, il numero 7 rossoblù può tornare centrale non solo con i gol, ma con il suo modo di stare in campo. Quando il Bologna accelera, Orsolini non deve inventarsi nulla di nuovo: deve solo tornare a essere quello che conosce bene. Attaccare l’uomo, cercare la porta, accettare anche l’errore. In fondo, il suo calcio vive di istinto, non di calcoli.

Bologna situazione infortuni (© Bologna FC 1909)

Orsolini e compagni al termine di Fiorentina-Bologna (© Bologna FC 1909)

Il “sorpasso” in classifica, per lui, può diventare anche un alleato inatteso. Meno pressione, meno riflettori, più spazio per lavorare. La sua storia ci insegna che Orsolini rende di più quando non sente il peso di dover trascinare tutto da solo. E se il Bologna ha davvero ritrovato un filo di continuità mentale e fisica, la sua rincorsa può ricominciare da lì.

Non serve parlare di crisi. Basta guardare la classifica marcatori e leggerla al contrario. Perché nel calcio spesso basta una partita per rimettere tutto in movimento. Il Bologna ne ha bisogno. E Orso, sicuramente, anche.

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