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Serie A, quanto sono fedeli i giocatori alla propria squadra? Il Bologna si fa riconoscere

Il Bologna ha dimostrato in più occasioni, con i fatti, di essere un gruppo unito e fedele, ma oggi lo certificano anche i numeri.

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Vincenzo Italiano portato in trionfo dalla squadra (© Damiano Fiorentini)
La foto di squadra dopo la vittoria sul Maccabi (© Bologna FC 1909)

La fedeltà, nel calcio moderno, è un valore sempre più raro. Eppure c’è una classifica – pubblicata da Transfermarkt – che mette il focus proprio su questo. Si concentra su quanto, i giocatori, siano fedeli alla squadra in cui militano. È proprio da tale classifica che capiano come in Serie A esistano ancora club che hanno scelto di costruire nel tempo. Tra queste c’è anche il Bologna.

Secondo i dati relativi alla stagione 2025/26, i rossoblù occupano il sesto posto tra le rose più “fedeli” del campionato, con una permanenza media dei giocatori di 810 giorni. Davanti ci sono realtà quali Atalanta (1.514 giorni), Inter (1.352), Juventus (1.106), Napoli (1.084) e Lazio (952). Subito dietro invece Roma, Sassuolo, Pisa e Lecce.

Fedeltà come bussola nei momenti difficili

È un dato che assume ancora più valore se letto dentro il momento della stagione rossoblù. Nelle ultime settimane il Bologna ha attraversato una fase complicata, con risultati altalenanti tra campionato e impegni ravvicinati. Proprio per questo la vittoria di ieri per 1-0 sul campo del Sassuolo vale molto più di tre punti. È un successo che restituisce fiducia alla squadra e che arriva nel momento più delicato e importante della stagione, a pochi giorni dal ritorno degli ottavi di Europa League contro la Roma.

Thijs Dallinga, Sassuolo-Bologna (© Bologna FC 1909) Distanti e contenti

Thijs Dallinga (© Bologna FC 1909)

Il dare e avere nella rosa del Bologna

Inoltre, la classifica apre una doppia lettura, che riguarda insieme campo e progetto. Da un lato ci sono i giocatori, che negli ultimi anni hanno trovato a Bologna un contesto ideale per crescere e affermarsi anche a livelli più alti, come testimoniano i percorsi di Zirkzee, Calafiori e Ndoye.

I Rossoblù dopo la vittoria in Sassuolo-Bologna (© Bologna FC 1909)

I Rossoblù dopo la vittoria in Sassuolo-Bologna (© Bologna FC 1909)

Dall’altro c’è il club, capace di costruire un ambiente credibile, dare forza alla propria visione e scegliere i profili giusti per svilupparla nel tempo. È in questo equilibrio, fatto di fiducia reciproca e crescita condivisa, che si spiega il senso di una rosa tra le più durature del campionato: a Bologna il progetto esiste davvero, ed è un continuo dare e avere che oggi si riflette anche nei risultati.

È anche grazie a questa continuità che il Bologna ha saputo reagire nei momenti difficili e costruire il proprio percorso europeo. La “fedeltà” della rosa non è soltanto una statistica: è un indicatore di stabilità.

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