Bologna FC
SupereRowe
Contro la Lazio e nelle uscite successive servirà un Rowe in forma smagliante
Uscire da un momento no, nella vita come nel calcio, non è la cosa più semplice del mondo. Oltre all’unità in spogliatoio, servono sicuramente leader carismatici come De Silvestri e Bernardeschi, ma conta anche un singolo che sappia riaccendere la luce. E, osservando le prestazioni delle ultime settimane, uno dei pochissimi eletti potrebbe essere Jonathan Rowe. L’acquisto più oneroso della storia del Bologna non era partito al meglio, vittima delle aspettative subito pressanti quando, forse, gli serviva solo un pò di tempo per adattarsi. Ma oggi, assieme al suo numero dieci, è lui a spingere sull’acceleratore, è lui che crea trame. Insomma, se i rossoblu vogliono ripartire, tanto passerà anche dai piedi dell’inglese che, per la prima volta, dovrà essere una guida per i compagni.

Jonathan Rowe in azione contro il Sassuolo (© Bologna FC 1909)
Un dovere psicologico
Giocare bene senza pressioni non è facile, intendiamoci. Ma quando i punti scarseggiano, serve qualcuno che sappia guardare in faccia la realtà, prendendo il coraggio a due mani e, perché no, salvando la squadra con una giocata personale. Gesto ancora più arduo da compiere se, come per Jonathan, la squadra in cui si gioca è ancora relativamente sconosciuta. Possiamo dire che cinque o sei mesi bastino per comprendere ogni meccanismo in una società di calcio? Assolutamente no. Ma, con un po’ di buona volontà, diventare un fattore è possibile. Contro ogni previsione, il SupereRowe ha scelto questa strada. Non la più semplice, per nulla comoda. Ma l’ex OM ha saputo mettere le mani in pasta, rimboccandosi le maniche e cercando di servire la squadra. Quanti tifosi se lo sarebbero aspettato, specialmente dopo quel tacco al volo rivedibile contro il Pisa?
Si scrive coppa, si legge Rowe
A molti dei lettori avrà fatto strano sentire parlare di Rowe come un leader, anche perché in campionato non ha ancora fatto una rete. Eppure, proprio nel momento del bisogno, il classe 2003 ha sempre alzato l’asticella. Come è accaduto in Coppa Italia contro il Parma, con i rossoblu vicini a una clamorosa eliminazione da campioni in carica, ma anche in Europa. Sì, perché quando il fuoco arde e la pressione colpisce anche le anime più temerarie, è proprio lui a mettersi il mantello.
Jonathan Rowe (© Bologna FC 1909)
Insomma, lo avrete capito. Non è un giocatore semplice, il nostro Jonny. Tecnica, eleganza e guizzo lo rendono il giocatore incostante per eccellenza. Eppure, alla soglia dei 23 anni, qualcosa sta cambiando. Perché ogni Batman capisce, a un certo punto, di aver bisogno del proprio Robin. Facendo questo lavoro, non solo l’inglese potrà prendersi la ribalta internazionale, ma anche aiutare i suoi compagni a ritrovare fiducia. Citando Stranger Things, “Tu muori, io muoio“. Vietato fallire, vietato ammutinarsi.
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