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Ristrutturazione degli stadi in Italia? Quasi non pervenuta. Bologna in pessima posizione: la classifica

Il Dall’Ara chiude una particolare classifica sugli stadi italiani e il dato fa riflettere. Un’analisi tra impianti storici, ristrutturazioni mancate e il futuro del calcio moderno.

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Radiabo - Le parole di Giuseppe Savoldi
Stadio Dall'Ara di Bologna (©Damiano Fiorentini)

La graduatoria pubblicata dalla pagina Instagram Calciatori Brutti mette in fila gli stadi della Serie A e dei club più importanti del panorama nazionale sulla base dell’anno di costruzione e dell’ultima grande ristrutturazione. In cima compaiono impianti come il Sinigaglia di Como e il Franchi di Firenze, entrambi interessati da profondi interventi, ancora in corso. Più in basso troviamo strutture che hanno già completato il proprio processo di ammodernamento negli ultimi anni, dall’Allianz Stadium al Gewiss Stadium. E il Dall’Ara di Bologna? Lo troviamo in fondo a questa lista.

Il Dall’Ara fermo ai Mondiali del 1990, ma non è solo questo il problema

Il Dall’Ara, inaugurato nel 1927, vede infatti indicata come ultima grande ristrutturazione il 1990, l’anno dei Mondiali italiani. Un dato che racconta una realtà nota ai tifosi rossoblù: uno degli stadi più affascinanti e riconoscibili del Paese è sostanzialmente fermo da oltre trent’anni.

Stadio Renato Dall'Ara, Bologna (©Damiano Fiorentini) campagna abbonamenti

Stadio Renato Dall’Ara, Bologna (©Damiano Fiorentini) campagna abbonamenti

Il punto, però, non è soltanto Bologna. Anzi. La classifica mette in luce un problema storico del calcio italiano: gli stadi della Serie A invecchiano molto più velocemente di quanto vengano rinnovati. Mentre in altri Paesi gli impianti sono diventati il motore economico dei club, in Italia per decenni si è preferito rinviare gli investimenti, pagandone poi le conseguenze anche in termini di economici e di visibilità.

La ristrutturazione del Dall’Ara può cambiare il futuro del Bologna

Il caso del Dall’Ara di Bologna è simbolico. Da una parte c’è un monumento del calcio nazionale, uno stadio che conserva un’identità architettonica unica. Dall’altra c’è la necessità di offrire servizi, comfort e ricavi adeguati a un club che negli ultimi anni è cresciuto fino a conquistare l’Europa.

Ecco perché il progetto di riqualificazione dell’impianto viene considerato strategico non soltanto per il Bologna, ma per l’intero sistema calcistico italiano. Perché oggi la differenza tra un club competitivo e uno che deve rincorrere passa anche dalla qualità della sua casa.

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