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Bologna, bastava attenersi al copione

I “vecchi” rossoblù si arrendono ai gialloblù: decisivo il sorpasso firmato da Frese e Bowie

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La formazione di Bologna-Verona (© Bologna FC 1909) mondo
La formazione di Bologna-Verona (© Bologna FC 1909)

Paradossale. Proprio quando il Bologna è tornato ad avere una settimana intera per prepararsi ad affrontare il Verona si è interrotta la striscia di vittorie che durava dalla trasferta di Torino. L’ultima volta che la squadra di Italiano non ha avuto l’impegno infrasettimanale è stato in occasione della 18ª giornata. Tuttavia, i sette giorni che separavano il pareggio interno con il Sassuolo e la trasferta di San Siro non hanno evitato la sconfitta contro i nerazzurri di Chivu. Stesso risultato di ieri, ma con un avversario di caratura nettamente inferiore.

Ritorno al 4-2-3-1

Che l’aria al Dall’Ara fosse diversa dall’1-0 contro l’Udinese si notava già dall’annuncio delle formazioni ufficiali. Dopo 5 successi consecutivi targati 4-3-3 Italiano decide di ripristinare e tornare al 4-2-3-1 con Odgaard fulcro della trequarti. Forse un premio per avergli regalato i tre punti a Pisa. Ma la sua presenza al centro della trequarti non ha raccolto i frutti sperati.

La partita

Con il danese supportato da Rowe e Orsolini sugli esterni, e la coppia Ferguson-Moro in mediana, il Bologna è passato in vantaggio al 49′ grazie alla rete di Rowe – che non segnava dal 29 gennaio contro il Maccabi. Poi, i ragazzi di Italiano hanno staccato la spina e hanno subito il pareggio del Verona con Frese dopo 4′, seguito dalla rete del definitivo sorpasso di Bowie al 57′. Se sul primo la visuale di Skorupski era coperta, impedendo al polacco di intervenire al meglio, sul secondo la difesa non è esente da colpe. Orban in contropiede ha pescato in area Bowie completamente libero, che non ha esitato ad appoggiare in rete l’assist del nigeriano. Joao Mario e Lucumí osservavano da lontano.

Ora, il Bologna è di nuovo «un passo indietro», come detto da Italiano nel post-partita. Contro il fanalino di coda del campionato – che dopo ieri è diventato il Pisa – non può essere una questione di tempo. Forse, non sono bastate cinque vittorie – di misura – a scacciare i fantasmi di un mese fa. Oppure, bastava attenersi al copione che ti ha regalato un po’ di luce per quasi un mese per non rischiare un altro tracollo. Soprattutto con gli ottavi di Europa League alle porte.

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