Seguici su

CalcioMondiali di calcio FIFA 2026

A proposito di Mondiale: Messi calcisticamente blasfemo, Kane fa 70 in stagione, Mbappé e Haaland devastanti

Il riassunto dell’esordio al Mondiale 2026 di tre campioni e un calciatore fuori scala: Lionel Messi, Haaland, Mbappé ed Harry Kane

Pubblicato

il

Storie mondiali: gli Stadi del Mondiale 2026 (© 1000Cuorirossoblù)
Storie mondiali (© 1000Cuorirossoblù)

Mentre il tempo scorre inesorabile, la vita e le gesta dei grandi campioni si fossilizzano nella memoria. Forse è anche per questo che in una competizione a tempo limitato, è più complicato incidere fin da subito, ed è quindi più memorabile il gesto in sé. La proporzione in aumento delle squadre, delle temperature e del livello medio intacca la nostra percezione. No, non è facile giocare davanti alla pressione del mondo intero, pur avendo ai tuoi piedi l’intera nazione che si fida ciecamente della tua abilità calcistica. Nel giro di una giornata i fenomeni hanno fatto i fenomeni, illuminando il Mondiale 2026 a colpi di gol e giocate, scatenando il proprio vigore, inarrestabili verso l’obiettivo finale.

Ha iniziato a suonare Mbappé, ha proseguito nella sinfonia Haaland, Messi ha ricomposto l’orchestra e ha fatto alzare l’intero teatro, Kane ha chiuso il concerto e lo spettacolo. Quattro calciatori di fama mondiale e fame del Mondiale.

Le tre prime punte si sono divisi i compiti: due gol a testa e sei gol in totale. Mbappé ha bucato il Senegal, in una delle sfide, sulla carta, più interessanti di questa prima fase. Due gol con il destro a scacciare una prestazione insufficiente nel primo tempo, sua e di tutta la Francia. Va detto che il Senegal è una nazionale forte e ampiamente sottovalutata. L’enfant prodige Kylian, perfettamente assistito da Olise, taglia in verticale e con una rasoiata affilata batte Édouard Mendy; al 96′ esplode il destro dai venticinque metri e, complice un non irresistibile Mendy, fissa il punteggio finale sul 3 a 1. Con un calcio e con buona pace a tutti i patemi di spogliatoio, privati e professionali vissuti a Madrid in quest’ultima stagione.

Ad Haaland basta poco: per l’esattezza 29 minuti per presentarsi al suo primo Mondiale. Discesa sulla sinistra del campo di Wolfe e dell’intera Norvegia, pallone teso in mezzo che trova la scivolata e zampata del vichingo del Manchester City. Haaland entra in porta con il pallone, svelando tutta l’onnipotenza e l’arroganza calcistica di una delle punte centrali più complete di sempre. Come scrive Gabriele Romagnoli ne la Repubblica, ricordando Gerd Müller e paragonandolo al centravanti norvegese. Dopo 14 minuti Haaland si ripeterà, approfittando di una disattenzione del portiere iracheno Hassan. Questa doppietta contribuisce al dato: 57 gol in 51 partite con la maglia della nazionale; più di un gol (1,11) ogni 90 minuti di gioco.

Mondiale 2026: Hurry-Kane e Messi impareggiabile

L’ultimo a giocare in ordine temporale è Harry Kane. Doppietta anche per lui e settanta gol in stagione tra nazionale e Bayern Monaco. 63 gol e 7 assist il bottino dell’implacabile attaccante inglese. Da capitano e leader tecnico dei ‘Tre Leoni’, spiana la strada alla sua nazione contro la Croazia, all’esordio nel Mondiale 2026. Firma il doppio vantaggio, sempre raggiunto dai croati. Il primo al 12esimo minuto: calcio di rigore per l’Inghilterra e ‘HurryKane’ si fa ipnotizzare da Livakovic; il Var entra in azione per segnalare il movimento fuori dalla linea di porta del portiere croato. Risultato: rigore ribattuto e vantaggio inglese, con Kane che spiazza Livakovic. Il pareggio della Croazia targato Serie A (assist di Sucic e gol di Baturina) viene neutralizzato ancora una volta da Kane. Al 45 + 5′ nuovo pareggio croato. Nella seconda frazione di gioco l’Inghilterra dilagherà per il definitivo 4 a 2.

Prima dell’asso inglese, chi aveva stregato il mondo intero e capitalizzato le attenzioni globali sul Mondiale è stato l’eterno Lionel Messi. Tripletta dal sapore nostalgico del giocatore argentino trentanovenne che stende l’Algeria. Sarebbero stati 4 se non avesse avuto pochi centimetri di spalla in fuorigioco sull’assist di Lautaro Martinez. Se gli altri ne fanno due, lui ne fa tre, riportandoci indietro di qualche anno, a quella finale combattuta testa a testa, gol contro gol, con Kylian Mbappé e la sua Francia al Mondiale del 2022 in Qatar. O ancora più indietro, quando imperversava con la maglia azulgrana del Barcelona, componendo la sua magia ed estasiando i comuni mortali. Attraverso una danza, con l’accelerazione e il tocco, con l’intelligenza e la visione, con quel piede sinistro che tanto si avvicina (e si è avvicinato) alla blasfemia – nei confronti di Diego Armando Maradona – e ancora oggi ci fa emozionare.

 

Google News Rimani aggiornato seguendoci su Google News!
SEGUICI

Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook

Lascia un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *