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History Makers – Zinédine Zidane

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Pare che il record sul trasferimento più caro, oggi appartenente a Neymar e al suo sbarco parigino nell’estate del 2017, non sarà battuto in questa sessione di mercato. Perché i 300 milioni offerti ieri dall’Al-Hilal hanno convinto il patron del PSG Al-Khelaifi ma non Mbappè, a cui non ne sono bastati 400, promessi dagli arabi per la firma di un contratto annuale.

Certo, oggi queste cifre sembrano folli, ma neanche troppo. Nel senso che, volente o nolente, ci siamo abituati ad un progressivo adeguamento – sempre al rialzo – di un mercato ormai assestato su rotte imprevedibili, dove la storia è destinata ad essere costantemente riscritta.

Ma quale è stato, davvero, l’apripista di questa nuova epopea del calcio mondiale? Il colpo mediaticamente ricordato come quello che sdoganò certe cifre per i giocatori, fino ad allora considerate un tabù? Bisogna tornare indietro ad un paio di decenni fa, ma per trovarlo, si può rimanere in Francia. E a dir la verità, rimanere tra i fenomeni di questo sport.

IN PRINCIPIO FU ZIZOU

Ad essere sinceri, il record lo deteneva sempre il Real Madrid, e la cifra sborsata per assicurarsi Luis Figo dal Barcellona, appena un anno prima, non si discostava troppo da quella spesa per l’asso francese.

Tuttavia, è con Zizou che viene superata per la prima volta la soglia psicologica delle 150 miliardi di lire, arrivando a toccarne, bonus compresi, addirittura dieci in più. Un’enormità per l’epoca, oggi equivalente a circa 80 milioni di euro, ma in un confronto difficilmente sostenibile poiché, allora, un buon giocatore di rinforzo non sarebbe mai costato 50 miliardi come nel mercato di oggi.

Per dare un’idea, con la sua cessione e il budget stanziato inizialmente, la Juventus fu capace di costruire l’ossatura dei successi che l’avrebbero vista protagonista negli anni a venire: nelle settimane seguenti l’addio del francese, a Torino sbarcarono prima Pavel Nedved dalla Lazio; quindi, Thuram e Buffon in una doppia maxi-operazione orchestrata col Parma. Voluti da Lippi, diverranno la colonna del futuro corso targato Capello.   

DIREZIONE MADRID

Florentino Perez, già plenipotenziario nel club e feroce sostenitore della politica dei Galacticos (tutti i migliori, tutti a Madrid), vola a Torino attorno al 5 luglio assieme al direttore sportivo dei blancos Jorge Valdano. L’obiettivo è chiudere al più presto la trattativa, per poter presentare Zizou entro il 15. Piovono conferme prima dall’agente, poi dal giocatore stesso. Qualcuno vocifera possa essere coinvolto anche il madrileno Flavio Conceicao, ma non se ne farà nulla. Ad ogni modo, i dirigenti di ritorno nella capitale spagnola confermano: la trattativa è quasi chiusa. Qualche giorno dopo, Zidane palleggia al Santiago Bernabeu.

LE PAROLE DI MOGGI E DELL’AVVOCATO

L’allora direttore sportivo della Juventus, Luciano Moggi, molti anni dopo riferì che proprio con Zidane si rese protagonista di una mossa di mercato degna del calcio moderno. In sintesi, negli ultimi mesi del 2001 il centrocampista aveva già manifestato a più riprese la volontà di trasferirsi a Madrid. Il ds, conscio di non poter trattenere un giocatore scontento ma volendo incassare il massimo, decise di cacciarlo dallo spogliatoio dopo l’ultima di campionato contro l’Atalanta. Il tutto, per far capire a Perez quanto fosse ancora preziosa e importante la figura del francese, che alla Juventus “poteva fare molto di più, perché invece di 150 miliardi poteva farmene prendere 180”, Moggi dixit.

Difficile dirlo, difficile prevederlo, anche se Zizou contribuisce e non poco ad arricchire la bacheca del Real, portandole anche quella Champions League che non era riuscito a vincere a Torino.

L’ultimo ricordo del numero 10 in salsa bianconera sembra essere quello dell’Avvocato, il patron Gianni Agnelli, che dopo aver ammesso la volontà di seguirlo anche in Spagna, a margine della trattativa sentenzia col suo solito stile misurato ma efficace: “Zidane? Beh sì, bravo, ma forse più divertente che utile”.

E voi, ricordandolo, siete d’accordo?

 

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