Mondiali di calcio FIFA 2026
Un Mondiale… Italiano
I prossimi Mondiali di calcio avranno tanta italianità in gioco, indipendentemente a dalla presenza degli azzurri
Un mese dopo i sorteggi, torniamo a parlare del prossimo Campionato Mondiale di calcio, organizzato dalla FIFA negli Stati Uniti d’America. Infatti, a meno di due mesi dai play-off europei, gran parte del quadro è completa e, avendo a disposizione le nazionali già qualificate, possiamo fare un paio di analisi per capire da dove vengono i grandi allenatori delle 48. L’Europa, come prevedibile, resta una delle più grandi fabbriche di menti calcistiche. Ma il mondo si evolve. E le risposte che troverete in questo articolo sorprendono e non poco.
Gennaro Gattuso, attuale allenatore della Nazionale Italiana (© FIGC)
La caccia degli italiani
Partiamo guardando nel nostro giardino di casa. Perché se, ad oggi, la nostra rappresentativa non ha ancora staccato il pass per gli Stati Uniti, l’Italia resta una delle realtà in cui il calcio si vive quasi come fosse una religione. Potremmo addirittura dire ovunque: il pallone rappresenta un forte simbolo unitario e, nonostante le difficoltà, influenza l’umore e le passioni di tutti, da Trieste a Lampedusa.
Non sorprende dunque che, tra gli allenatori ancora in corsa, i figli del tricolore sono ben cinque. Ancelotti con il Brasile e l’Uzbekistan di Cannavaro hanno vinto e convinto nei gironi di qualificazione, mentre Montella (Turchia), Calzona (Slovacchia) e Gattuso si giocheranno tutto a fine marzo. Gli esclusi? Marco Rossi, storica guida dell’Ungheria che è arrivata a un passo dal bersaglio grosso, Cusin (Comore), De Leo (Malta), Nicolato (Lettonia) e Cevoli (San Marino).
Un mestiere… mondiale
Anche se le tinte azzurre continuano a diffondersi per il mondo (sperando che portino qualche lezione preziosa in cambio della loro esperienza), durante l’ultima Coppa d’Africa abbiamo avuto modo di vedere un esempio virtuoso, capace di dimenarsi e superare quell’antica tradizione di allenatori europei che diffondono il loro sapere anche in altri continenti. Così, per la prima storica volta, gli allenatori delle quattro semifinaliste del torneo erano tutte guidate da tecnici africani. Ora, la notizia potrebbe sembrare di poco conto, ma raramente nel passato si vedevano fenomeni così accentuati di polarizzazione sulle panchine, specialmente nella antica Libye. E, con tre di queste quattro qualificate pure al Mondiale, ci sarà da divertirsi: finalmente il torneo potrà essere la casa di scontri tra modi sempre più personali di vivere il calcio. I veri tifosi non chiedono altro, sarà un’estate incandescente.
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