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Più di un realizzatore: Carsen Edwards

Oltre le apparenze: il numero 3 bianconero sempre più integrato nei meccanismi di una squadra che ha bisogno di lui

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Carsen Edwards Virtus Bologna
Carsen Edwards (©Virtus Bologna)

In campo è tutto meno che timido, ma non potrebbe essere altrimenti per il miglior realizzatore della scorsa Eurolega e ora giocatore della Virtus Bologna: Carsen Edwards. Con il numero 3 da Houston, è un ragazzo che se visto con superficialità potrebbe sembrare il classico mangia palloni con il solo obiettivo di riscrivere record personali. La Virtus però, che su di lui ha fatto un grosso investimento in estate, sa bene che può essere, ed è molto di più.

Ivanovic Edwards Virtus Bologna

Ivanovic Edwards Virtus Bologna

La chimica con Ivanovic

All’inizio i due si sono studiati: personalità forti, mentalità differenti ma consapevolezza nel doversi trovare per il bene della squadra. Dusko gli ha riservato anche qualche panchina “punitiva” delle sue, alle quali da uno con il suo status ci si potrebbe aspettare una risposta non ottimale. Invece Edwards è sempre stato capace di tenere la calma. Anche quando nelle partite che non giravano veniva cercato in panchina dalle telecamere e si nascondeva dietro l’asciugamano.

Non è uno a cui piacciono i riflettori, tanto meno le interviste. Lo ha ammesso lui stesso ai microfoni di Sky, dove ha però detto di come sia sempre ben disposto a parlare tranquillamente con le persone che lo incontrano per strada.

Qualcosa di molto poco americano, a differenza del suo gioco. Ivanovic sa di poter e dover puntare tanto su di lui. Certo ha un Morgan sempre capace di farsi trovare pronto, ma il talento dell’ex Bayern è qualcosa che va sfruttato per il bene della squadra. 

Reazione Edwards Hackett Morgan

Reazione della panchina a uno dei canestri di Edwards (©Virtus Bologna)

Il rapporto con i compagni

I primi a spendere sempre ottime parole su di lui sono i compagni di squadra. L’ultimo in ordine di tempo Saliou Niang: «Carsen è un grande. Un ragazzo molto umile, mi aiuta molto anche sul campo. E’ fortissimo ma è sempre il primo ad arrivare in palestra, ogni volta che arrivi lui è già lì». 

Una risposta che fa capire tanto sul ragazzo oltre che sul giocatore in campo. Anche nell’ultima sfida contro Dubai, dov’è stato capace di mettere a segno 21 punti non senza forzature, le due giocate più importanti sono stati due assist per le triple di Pajola e Alston.

Il talento è un qualcosa di innato che di certo non gli manca, ma Edwards sta dimostrando di poter essere molto di più. In un sistema che ha bisogno di tutti la sua capacità di attirare l’attenzione difensiva, subire contatti spesso non fischiati e togliere pressione ai compagni e qualcosa che vale anche più dei suoi soliti 20 punti a referto. Che comunque non fanno mai male.

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