BasketFortitudo Bologna
Dell’Aquila e il Leone S4#14 – “Prima o poi”
Tra le miriadi di incertezze sul futuro, una certezza c’è: l’amore, in tutte le sue declinazioni, vincerà sempre anche senza essere più fortunati, belli o forti.
“Perché non saremo i più fortunati, non saremo i più belli e non saremo i più forti, ma quanto cazzo è bello essere fortitudini”
Rileggerla il giorno dopo non fa male, tutt’altro. Fa bene ai cuori biancoblù. Riporta alle emozioni che solo un connubio forte come quello tra la Fortitudo e la propria gente riesce a generare. Forse non sarà un unicum mondiale ma quanto cazzo (cit. Fante) è incredibile.
A partire dal capitano, dietro tutti gli altri, arrivano anche Caja e il suo staff, scavalcano gli spalti e salgono nel settore ospite a cantare con la Fossa. Ma dove altro capita una cosa del genere? Spazio alle lacrime di chi sa che potrebbe aver chiuso la propria avventura con la Effe proprio ieri sera, spazio a chi il proprio ciclo lo ha dichiarato concluso e indimenticabile a fine gara. Ci si abbraccia, ci si vuole bene; il risultato? In secondo piano.
Prima o poi
Poi d’accordo, ora si arriva anche all’epilogo. Da Fortitudo o meno che sia, anche il prossimo anno sarà A2. La quinta consecutiva. La dimensione di questa squadra? Tifo a parte ci può anche stare eppure i playoff erano partiti con quel “forse è l’anno buono”. No, Verona è stata più forte, chapeau.
Eppure, la sensazione che prima o poi giorno verrà resta vivissima. Siamo al “poi” da un tot, siamo alla vigilia di un massiccio rinnovamento dal quale si potranno scorgere le ambizioni di una nuova Fortitudo? Domanda tutt’altro che retorica, almeno nella sua seconda parte, che più di una cosa siano in procinto di cambiare è assodato da tempo e Caja ha aperto le danze, dicendo anche che qualche sassolino dalla scarpa se lo toglierà più avanti, non ieri sera, non davanti alla bellezza di un finale le cui istantanee restano difficili da togliersi dalla testa.
Che sia stata la last dance (seppur da spettatore) anche per Fantinelli? La lunga estate caldissima della Fortitudo comincia ora e allora vale la pena soffermarsi ancora sulle lacrime che testimoniano quanto…quanto è impossibile da scrivere a parole (sarà tutto ancora molto fresco), e parliamo di una sconfitta, di un epilogo amaro.
Ma se questa la si chiama amarezza…Siamo così certi che la Effe non abbia già trovato quello che cerca? A livello sportivo tutto girerà nel verso giusto prima o poi, per il resto giudicate voi se avete visto dal vivo o da un schermo che sia. Guardate la foto di copertina (questa volta nessuna intelligenza artificiale, foto reale, nessun ritocco), la sguardo luccicante che si scambiano Guaiana e il tifosissimo Federico Ventura: è questa qua la Fortitudo, il resto, la promozione, il derby…Arriveranno.
Tra le miriadi di incertezze sul futuro, quel “che sarà, sarà” una certezza la restituisce eccome. L’amore, in tutte le sue declinazioni, vincerà sempre anche senza essere è i più fortunati, i più belli o i più forti.
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