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De Vico: «Sono pronto a dare tutto per la Fortitudo»

Il lavoro con lo staff, il rapporto con Caja e un gruppo compatto: De Vico spiega perché oggi si sente pronto a dare il massimo nonostante le difficoltà.

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Fortitudo Flats Service Bologna - Liofilchem Roseto (©Fortitudo Flats Service Bologna)
Fortitudo Flats Service Bologna (©Fortitudo Flats Service Bologna)

Dopo mesi complicati, fatti di attese, riabilitazione e pazienza, Niccolò De Vico sta tornando lentamente al centro del progetto Fortitudo. Non ancora al massimo della condizione, ma finalmente presente, coinvolto e mentalmente pronto. In una stagione segnata da infortuni, rotazioni ridotte e continue emergenze, il suo recupero rappresenta una risorsa preziosa per Attilio Caja e per un gruppo che ha bisogno di certezze e continuità.

Le parole dell’ala biancoblù, raccolte da Filippo Mazzoni per Il Resto del Carlino, restituiscono l’immagine di un giocatore consapevole del proprio momento: lontano da proclami, ma determinato a dare tutto. «Sto molto bene. Dopo un anno che ero fermo il ginocchio tiene e sto migliorando nel prendere ritmo, nel vivere la partita, nel recupero. Sono contento, ovvio non sono ancora al top e so che devo e possa fare di più, ma sono pronto a dare tutto, in una stagione lunga e impegnativa».

Tezenis Verona - Fortitudo Flats Service Bologna (©Fortitudo Flats Service Bologna)

Tezenis Verona – Fortitudo Flats Service Bologna (©Fortitudo Flats Service Bologna)

Il ritorno in campo e il lavoro silenzioso

Il percorso di rientro non è stato banale. Un lungo stop, un’articolazione delicata da gestire e la necessità di ritrovare sensazioni che non tornano automaticamente con il semplice rientro sul parquet. De Vico sottolinea l’importanza del lavoro svolto lontano dai riflettori, in palestra e in sala pesi, prima ancora che sul campo: «Ho fatto un ottimo lavoro con il preparatore Salvatore Poma, poi ho iniziato con la squadra, stavo bene e anche i tempi di ritorno sono stati più brevi, vista l’emergenza squadra».

Un’emergenza che ha accelerato i tempi, ma senza forzature inutili. La Fortitudo aveva bisogno di uomini, ma soprattutto di giocatori affidabili dal punto di vista fisico e mentale. Il rientro di De Vico è avvenuto con gradualità, tra alti e bassi, ma con segnali incoraggianti.

Il rapporto con Caja e la crescita quotidiana

Attilio Caja non è una novità per De Vico. I due avevano già lavorato insieme a Varese e questo ha facilitato l’inserimento, nonostante il contesto non semplice. «Coach Caja lo avevo avuto a Varese e lo conoscevo. È esigente, cura ogni minimo dettaglio, pretende massima concentrazione, ma con un tecnico così i giocatori migliorano».

Niccolò De Vico e Matteo Fantinelli crediti Fortitudo Pallacanestro

Niccolò De Vico e Matteo Fantinelli crediti Fortitudo Pallacanestro

Il gruppo e il senso di appartenenza

Uno degli aspetti che colpisce maggiormente nelle parole di De Vico è il riferimento continuo al gruppo. In una Fortitudo spesso falcidiata dagli infortuni, la compattezza dello spogliatoio è diventata un valore aggiunto: «Devo dire che in Fortitudo ho trovato bravi ragazzi e ottimi compagni, non c’è nessuna testa calda, veniamo tutti in palestra per dare il massimo e nelle difficoltà non ci siamo mai disuniti».

Fiducia, errori e voglia di incidere

De Vico non si nasconde nemmeno davanti agli errori, come quelli dalla lunetta nell’ultima gara casalinga. Li accetta come parte del percorso, senza alibi: «Nell’ultima in casa ho sbagliato 3 liberi, credo mi sia successo di sbagliarne tanti in una stagione intera, posso e devo fare di più ma sarò di aiuto alla squadra». Poi, De Vico aggiunge: «Io sono pronto a giocare anche su una gamba sola. Ho trovato tanta fiducia dei compagni e di coach Caja che mi chiede per esempio di prendere i miei tiri in attacco».

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