Fortitudo Bologna
La Effe da 0 a 100 – 10 dati di Verona-Fortitudo
Continua la fase no in trasferta della Fortitudo, che paga percentuali bassissime dalla distanza e l’ennesima serata no offensiva
Altra trasferta, altra sconfitta per la Fortitudo Bologna, che non riesce a invertire lo sfortunato trend degli ultimi mesi lontano dal Paladozza. Anche contro la Tezenis Verona arriva un kappao legittimato dal valore dell’avversaria, ma povero di buone notizie per una Effe che non ingrana dalla distanza e che vede l’ennesimo giocatore uscire claudicante dal parquet (Fantinelli, stavolta). Archiviare in fretta, che domenica arriva Mestre. Su, su. Chiudiamo la parentesi Verona, però, con 10 dati della sfida con gli scaligeri (78-60).
10 statistiche di Verona-Fortitudo
1 – I giocatori in doppia cifra della Fortitudo. Difficile andare a stanare l’orso armati solo di pietre e bastoni: servirebbe attrezzatura più adeguata, e se questa manca è facile passare da preda a predatore. Alla fine l’unico a superare i 10 punti è Sorokas, non una novità, che a differenza di altre volte non ha trovato un Robin disponibile ad assisterlo.
2 – Le triple segnate dalla Fortitudo. Forse fare peggio del 3/29 (10,3%) di Rieti era quasi impossibile, ma il 2/23 di sabato sera (8,7%) è riuscito a stupire, ovviamente in negativo. Quando non entra non ci sono santi che reggano: la via del tiro da 2, però, è difficile da perseguire quando l’avversario ne mette 11 su 32.
2 bis – La valutazione di Sarto. Diciamo che c’è chi ha fatto peggio, ma forse perché almeno qualcosa ha fatto. Continua la fase no del giovane veneziano, che in 32′ non riesce sostanzialmente a combinare nulla. 0 falli, 0 assist, 0 triple… Si alza un pelo il dato alla voce rimbalzi (3) e coi 2 punti messi a segno. Discorso analogo per Anumba. Un po’ come quando sei il pilota del gruppo e ti sequestrano la patente per un po’: si va al traino, occupando così poco spazio che a volte rischi di essere spedito nel bagagliaio.

Alvise Sarto (©Fortitudo Flats Service Bologna)
Una voce trasferte che non decolla
4 – I parziali persi dalla Fortitudo. 20-15, 20-17, 17-12, 21-16. Un divario che s’è andato solo ad aprire come una forbice, a prescindere dalle giuste e coraggiose risposte dei singoli (pochi) sul legno del parquet. Nemmeno uno. Sigh.
5 – Gli assist di squadra della Fortitudo. Un numero minuscolo in assoluto, senza la necessità di metterlo a confronto con quello veneto (18) per rendere l’idea della serata da X biancoblù. Con Fantinelli impantanato nella palude veronese e Della Rosa non nella versione di una settimana fa contro Roseto, è un po’ come chiedere ai tortellini di venire buoni sbattendoli nell’acqua calda senza dado.
6 – Le sconfitte consecutive della Fortitudo in trasferta. Non c’è pace per l’Aquila lontana dal Paladozza, che viaggia su medie a dir poco misere in attacco (poco più di 60 punti) e senza la capacità di azzannare la gara, anche se con Bergamo e Rimini s’è vista una squadra almeno arrembante. E come insegna l’anno scorso, senza hurrà in trasferta è difficile fare la voce grossa in questo campionato.
Note liete
9 – I punti di Perkovic. Presentazione ordinata in casacca Fortitudo per il croato, che non sfigura nella seppur sfortunata spedizione in terra di pandori, con le dovute giustifiche legate all’esordio stagionale e via discorrendo. Poi sì, serviranno passi lunghi e ben distesi verso fatturati più interessanti, ma quando piove l’ombrello è sempre ben accetto, anche se le scarpe son zuppe.

Toni Perkovic e Paulius Sorokas (©Fortitudo Flats Service Bologna)
12 – I rimbalzi di Sorokas. Si mette, come sempre quando va male, tristemente in proprio per evitare il tracollo della squadra. L’Atlante lituano anche questa volta regge ma non svolta, ed è difficile chiedere al bue di seminare mentre tira l’aratro. 17 punti, bottino buono.
16 – La valutazione di Moretti. Altro segnale di crescita da parte del ragazzone in 33, anche se siamo ancora troppo offesi per la mancanza del sansonico baffo. Sansonico poi in realtà non tanto, visto che tra Roseto e Verona, tutto sommato, il voto è ampiamente positivo, nonostante la perdita del mustacchioso attributo. Ben venga, dunque.
18 – I punti di differenza tra Fortitudo e Verona. Nel finale s’è combattuto per la differenza canestri più che per qualche disperato tentativo di rimonta, ma il mantra è sempre quello: per ambire a qualcosa nel basket la palla va messa dentro, sennò diventa una sfida a chi fa sbagliare più l’altro, e buonanotte. All’andata fu più o meno così (55-47 al Paladozza), sabato sera, purtroppo per la Effe, l’avversario ha capito che il canestro è quello tondo, così come la palla.
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