Fortitudo Bologna
La Effe da 0 a 100 – 10 statistiche di Fortitudo-Pistoia
La Fortitudo domina la gara con Pistoia e si prepara alla complicata trasferta di venerdì sera contro il Basket Torino
Pistoia è stata, in sostanza, una pratica sbrigata dalla Fortitudo relativamente in fretta: primo tempo così così, poi la progressione boltiana e il finale senza particolari affanni, chiudendo con un bel ventello di vantaggio. Anche a ‘sto giro bravi tutti, con nessuno inginocchiato sui ceci o dietro alla lavagna, ma diversi accanto alla maestra a far vedere il compito da 10. Ok, forse 10 no, ma una piena sufficienza. Ecco a voi 10 statistiche di Fortitudo-Pistoia (81-61).
10 dati di Fortitudo-Pistoia
1 – I giocatori che sono andati a salutare i tifosi di Pistoia a partita finita. E, guarda caso, è proprio un ragazzo vestito di bianco e di blù, con la faccia simpatica e il suo inconfondibile baffo. Non si dimentica di abbracciare nessuno, si fa la foto con gli ultras, batte cinque e manda messaggi di supporto a una tifoseria che si sta rendendo conto che la buca è più profonda del previsto. Della Rosa non si scorda. Autentico cuore d’oro, e da oggi ufficialmente categoria protetta della testata.
1 – I tiri sbagliati da Imbrò. La miglior partita in Fortitudo del siciliano arriva un giorno dopo alla nostra intervista. Coincidenze? Sparateci pure il prossimo nome. Bravo bravo Matteo.
4 – I tiri presi da Sarto. Dei quali solo uno segnato, per giunta. Johnson si attacca come una cozza al giovane veneziano come i vucumprà al tavolo per appiopparti una rosa, sedandone ogni tipo d’iniziativa offensiva. Ma, alla fine dei conti, al banco degli imputati non ci finisce nemmeno lui, visto che la fiaba si conclude ugualmente bene. Meglio tenersi per occasioni sulla carta più complicate, come Torino venerdì, dai.

Matteo Imbrò (©Fortitudo Pallacanestro)
Sorokas e Fantinelli, coppia di certezze
7 – I rimbalzi di Sorokas. Sempre il migliore nella particolare statistica, la sua è una gara di crescita, tra un primo tempo in salita e un finale in discesa come il Divertical di Mirabilandia. Non deve nemmeno strafare, solo amministrare il tutto. E ne esce comunque da MVP.
9 – Gli assist di Fantinelli. Senza dominanza ma con un po’ di sana astuzia, roba che ogni tanto latita, mentre il capitano biancoblù ne ha da vendere. Detta i ritmi rallentando quando la gara si fa a senso unico, coinvolgendo tutti in un girotondo senza il solito simpatico che si butta in mezzo a pogare.
9 bis – Le triple tentate da Perkovic. Il croato continua a confermarsi un discreto fatturatore (secondo miglior marcatore dopo Sorokas), ma aleggia un microscopico spettro di gabrieliana memoria. Chiaro: il ruolo è ben diverso, ed avere un 4 che picchia a ripetizione da 3 (con un’hurrà ogni tot) è diverso da una guardia che fa il suo mestiere. Bene così, comunque, anche se c’è ancora da crescere per essere meno Gabriel e più Moore.
Migliore uscita stagionale di De Vico
13 – I punti di De Vico. L’anatroccolo diventa cigno e fa vedere finalmente perché è stato scelto da coach Caja, crescendo con la gara e con la fiducia. Ci sarà ovviamente ancora un bel po’ di strada da fare, ma come ha detto l’allenatore biancoblù nel postagara, De Vico è uno di quelli che solitamente la mette dentro. Un’ulteriore pallottola nello stock cajesco.

Niccolò De Vico (©Fortitudo Pallacanestro)
15 – Le palle perse da Pistoia. La squadra di Sacripanti perde palloni da tutte le parti, un po’ come le monetine che metti in tasca e che cadono rovinosamente a terra quando sei in procinto di mettere i pantaloni in lavatrice. Un bel pacchetto di recuperate per la Effe (7) che si inserisce nel crollo toscano nella seconda metà di gara.
27 – La valutazione di Buva. Si atteggia a mo’ di bullo del quartiere, facendo valere la stazza con l’altro protetto della testata, Moretti (soprattutto dopo aver scoperto che è il più cazziato da Caja), e invocando falli che hanno lo stesso effetto di un grizzly che scappa piangendo dopo essere stato graffiato da un micino. Ne mette tanti e ne prende altrettanti (di punti, eh), ma è anche vero che è uno dei pochi a provare a tenere a galla la nave, anzi, la scialuppa di salvataggio pistoiese.
49 – I punti segnati dalla Fortitudo nel secondo tempo. Pistoia abbassa drasticamente le percentuali, mentre la Fortitudo banchetta più o meno da ogni dove, sostenuto a fiammate regolari più o meno da chiunque metta piede sul parquet. I 34 punti biancorossi sono troppo pochi per impensierire una Fortitudo rilassata e in fiducia, che pregusta il far penzolare il piede nell’acqua spaparanzato nella ciambella in piscina già sulla sirena del terzo quarto.

Gianluca Della Rosa e Paulius Sorokas (©Fortitudo Pallacanestro)
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