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Gentilini-Baldi, battaglia legale per la Fortitudo? Intanto la squadra sfida Tortona

La comunicazione del 5 agosto ha aperto una disputa sull’effettiva percentuale messa in vendita. Baldi rivendica la prelazione sull’81%, mentre la società ribadisce che l’operazione riguardava soltanto il 15%.

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Fortitudo Flats Service Bologna (© Fortitudo Flats Service Bologna)
Fortitudo Flats Service Bologna (© Fortitudo Flats Service Bologna)

Per qualche ora, almeno, la Fortitudo prova a lasciare fuori dal palazzetto la tormentata vicenda societaria che negli ultimi giorni ha agitato l’ambiente biancoblù. Alle 18, al PalaBakery di Piacenza e a porte chiuse, la Flats Service affronta Tortona, formazione di Serie A, nel secondo test della preparazione estiva. Dopo il successo ottenuto a Montecatini contro la T Gema per 83-80, la squadra di Demis Cavina è chiamata a misurarsi con un avversario di livello superiore. Todor Radonjic tornerà a disposizione, mentre non ci sarà ancora Matteo Fantinelli. Il capitano dovrebbe avere bisogno di qualche giorno per completare il rientro e l’obiettivo è riaverlo in campo per l’amichevole del 26 agosto al PalaDozza contro Pistoia.

Ma il risultato della sfida di Piacenza rischia inevitabilmente di passare in secondo piano rispetto a ciò che sta accadendo fuori dal campo.

Demis Cavina (© Fortitudo Pallacanestro)

Demis Cavina (© Fortitudo Pallacanestro)

L’errore nella PEC che ha fatto esplodere la contesa

Il nodo nasce dalla comunicazione inviata il 5 agosto dai rappresentanti di Matteo Gentilini. Nell’offerta relativa alla cessione di una parte delle quote della società non sarebbe stata indicata la percentuale oggetto dell’operazione. Secondo la ricostruzione successivamente fornita dalla Fortitudo, l’operazione riguardava il 15% complessivo delle partecipazioni. L’assenza di quell’indicazione ha però prodotto un effetto completamente diverso. Simone Baldi, socio di minoranza attraverso la 2B, ha esercitato il proprio diritto di prelazione interpretando la comunicazione come riferita all’intera partecipazione detenuta da Gentilini, pari a poco più dell’81%. Da qui nasce una disputa che potrebbe stabilire chi avrà realmente il controllo della Fortitudo.

Baldi non arretra: «Voglio comprare la Fortitudo»

La posizione del socio di minoranza è stata resa ancora più chiara nelle ultime ore. Baldi ha dichiarato pubblicamente di voler rilevare il club e ha spiegato di avere alle spalle una cordata di imprenditori pronta a sostenerlo. Il progetto, nelle sue intenzioni, avrebbe ambizioni importanti: costruire una Fortitudo competitiva, puntare alla promozione in Serie A e consolidare successivamente la squadra ai vertici. Baldi ha inoltre manifestato il proprio malcontento per il ruolo ricoperto all’interno dell’attuale assetto societario, sostenendo di sentirsi marginalizzato nonostante l’investimento effettuato per acquisire la propria quota.

Sarà un giudice a decidere?

Con le due parti ferme sulle rispettive posizioni, lo scenario di una battaglia legale appare sempre più concreto. La questione centrale sarà stabilire quale valore giuridico attribuire alla PEC del 5 agosto: documento vincolante che consentirebbe a Baldi di esercitare la prelazione sull’intera partecipazione oppure comunicazione viziata da un errore materiale e successivamente corretta dalla società? La Fortitudo ha già chiarito la propria interpretazione attraverso la comunicazione integrativa del 20 agosto. Baldi, però, non sembra intenzionato a fare un passo indietro. Resta quindi aperta anche l’ipotesi di un arbitrato o di un intervento giudiziario che possa mettere la parola fine alla contesa.

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