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Mancini e il Bologna, un legame speciale: dal debutto a 16 anni alla Nazionale al Dall’Ara

Sotto le Due Torri il tecnico jesino ha scritto due pagine della sua carriera: dal debutto in Serie A a 16 anni fino alla prima gara ufficiale con gli Azzurri al Dall’Ara.

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Marco Macina e Roberto Mancini vincono lo Scudetto Allievi nell'anno 1981/82 con il Bologna (©Bologna FC 1909)
Marco Macina e Roberto Mancini vincono lo Scudetto Allievi nell'anno 1981/82 con il Bologna (© Bologna FC 1909)

Bologna, per Roberto Mancini, non è mai stata una città come le altre. E nemmeno il Dall’Ara è stato uno stadio come gli altri. È qui che, a soli sedici anni, Tarcisio Burgnich gli diede la prima grande occasione nel calcio dei professionisti.

Ed è sempre qui che, quasi quarant’anni più tardi, l’allenatore era tornato da commissario tecnico dell’Italia per una delle prime tappe del suo percorso sulla panchina azzurra.

L’album dei ricordi di Mancini a Bologna

Corsi e ricorsi di una carriera lunghissima, con lo stadio bolognese a fare da sfondo a due momenti lontani nel tempo ma curiosamente legati tra loro. Nel 1981 il Dall’Ara fu il teatro del debutto in Serie A di un giovanissimo Mancini con la maglia del Bologna. Nel 2018, invece, lo stesso impianto accolse la sua prima partita ufficiale con l’Italia nella Nations League.

Era il 7 settembre 2018 quando gli Azzurri affrontarono la Polonia. La sfida terminò 1-1, con il gol di Jorginho su rigore a rispondere al vantaggio polacco di Zielinski. Non arrivarono i tre punti, ma quella partita segnò comunque l’inizio ufficiale del nuovo percorso della Nazionale sotto la guida di Mancini.

Quando Burgnich lo fece esordire a 16 anni

Per capire quanto sia particolare il rapporto tra Mancini e Bologna bisogna però tornare indietro fino al 1981. Aveva appena sedici anni quando Tarcisio Burgnich, allora allenatore del Bologna, decise di affidarsi a lui.

Il debutto arrivò proprio al Dall’Ara, in un Bologna-Cagliari. Una scelta coraggiosa per l’epoca, considerando l’età del giocatore. Lo stesso tecnico jesino, ricordando quell’esordio, lo ha sottolineato senza giri di parole: «E allora ci voleva del coraggio per far debuttare un sedicenne».

Un filo che parte dal Dall’Ara

Da quel giorno sono passati decenni, ma il legame è rimasto. Prima l’allora giovane fantasista chiamato a misurarsi con la Serie A, poi l’allenatore incaricato di guidare l’Italia.

Due capitoli completamente diversi della stessa carriera, entrambi scritti a Bologna. Per Mancini, il Dall’Ara è stato prima il luogo in cui tutto è cominciato e poi quello in cui è iniziata una nuova avventura. Un filo rossoblù lungo quasi quarant’anni.

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