Fortitudo Bologna
Hic Sunt Leones – Uno scarno buffet veronese
La Fortitudo è ancora alla ricerca della propria dimensione in trasferta, dove le statistiche stanno mettendo in evidenza i limiti della squadra
Hic Sunt Leones (S2, E18) – Quando le cose vanno male, non disperatevi: potrebbe andarvi peggio. Potreste trovarvi a un tremendo buffet scadente con pizzette vecchie di una settimana, qualcuno intento a pisciarvi nella Coca Cola oppure finire a una festa dove la special guest è Barbara D’Urso. Ma questi sono solo incubi, cose che non si realizzeranno mai. Alla Fortitudo, a Verona, davanti alle precedenti calamità, è andata pure bene, pensandoci.
Fortitudo-Verona
Bene forse no, visto che alla fine i 2 punti non sono arrivati, la differenza canestri a favore è stata persa e la voce trasferte è rimasta tristemente ferma alla gara in quel di Mestre di metà novembre. L’aspetto più preoccupante è forse quello legato alle varie reazioni arrivate in squadra, da chi ha cercato di sollevare l’inerzia nonostante le evidenti difficoltà, come Sorokas a chi ha mostrato, invece, un elettrocardiogramma quasi piatto, al massimo con qualche spasimo che ricordava più le code delle lucertole quando si staccano, muovendosi di riflesso.

Paulius Sorokas (©Fortitudo Pallacanestro)
Insomma, ci sono stati altri elettrocardiogrammi, molto meno piatti, ad animare il l’inizio della settimana. Nulla che ci interessi, però. Nulla è ancora perduto, chiaramente, ma forse la solfa s’è fatta un po’ troppo monotona per andare ad analizzare volta per volta le sconfitte, pretendendo di far finta che la sintesi non sia solo una. La Fortitudo, senza l’effetto Paladozza, si sgonfia come un palloncino, con le dovute giustifiche legate alle assenze, sì, ma pur sempre, appunto, giustifiche. Si difende bene, si attacca ni, si tira tanto, si segna poco.
Effetto Paladozza
Un giorno un saggio, o almeno chi pretendeva di esserlo, disse che il popolo Fortitudo era solo una massa d’ignoranti che guardava la partita a torso nudo e lanciava la birra sul parquet. Quel saggio forse non sapeva però che evidentemente quella gente corrisponde, a oggi, a una buona dose di benzina biancoblù, che lontano dalle mura paladozziane mostra le stesse difficoltà dei papà che accompagnano le figlie ai concerti di Elettra Lamborghini. Ora sotto con Mestre, l’ultima squadra, appunto, caduta sul parquet di casa proprio a opera della Fortitudo. Che il Paladozza faccia il suo, dunque, anche se il meteo dà brutto, quindi sperando che dentro non piova, e non ci sia bisogno d’ombrelli. Vedremo.
Continua a leggere le notizie di 1000 Cuori Rossoblu e segui la nostra pagina Facebook
