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Caso Vildoza – Gli avvocati della coppia: «Un primo passo verso l’accertamento della verità»
Ancora nessuna decisione in merito alla legittimità dell’arresto ma i legali della coppia si dichiarano fiduciosi, la decisione del gip potrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana
A quasi tre mesi dai fatti, il giocatore della Virtus Bologna Luca Vildoza e la moglie Milica Tasic sono comparsi ieri davanti al gip Alberto Ziroldi per l’udienza tecnica sulla legittimità dell’arresto avvenuto la sera del 15 ottobre, al termine della gara di Eurolega contro il Monaco al PalaDozza. I due erano stati arrestati dalla polizia con l’accusa di lesioni personali ai danni di personale sanitario, in particolare di un’operatrice di un’ambulanza della Croce Rossa, in seguito a un alterco con l’equipaggio del mezzo di soccorso. Una ricostruzione che i coniugi hanno sempre contestato.
Dopo l’arresto, il pubblico ministero Flavio Lazzarini aveva disposto l’immediata rimessione in libertà di entrambi, ritenendo necessario acquisire ulteriori elementi d’indagine e rinunciando alla direttissima inizialmente prevista per il giorno successivo. L’udienza si è tenuta ieri, 9 gennaio, ma il gip ha deciso di riservarsi la decisione.
Luca Vildoza (©Virtus Bologna)
Le dichiarazioni degli avvocati
«Siamo fiduciosi che oggi sia stata scritta una prima pagina di verità in questo procedimento», ha dichiarato l’avvocato Mattia Grassani, sottolineando come, nonostante la complessità della vicenda, la coppia abbia affrontato l’udienza con serenità, forte «della verità dei fatti».
«Sono arrivati con animo sereno – ha aggiunto il legale – perché convinti di non aver commesso nulla e di essere del tutto estranei alla ricostruzione fornita dalla persona offesa. Hanno potuto esporre la loro versione, che a nostro avviso emerge chiaramente dalle attività investigative svolte nei momenti immediatamente successivi. La verità è una sola: non vi è stato alcun contatto fisico né alcuna aggressione dimostrabile».
Nelle scorse settimane la difesa ha depositato memorie difensive. L’udienza tenutasi nella giornata di ieri si è concentrata esclusivamente sulla sussistenza dei presupposti per la convalida dell’arresto, senza entrare nel merito del procedimento. «Abbiamo illustrato le ragioni per cui, secondo noi, l’arresto non doveva essere convalidato perché illegittimo – ha spiegato l’avvocata Giulia Bellipario, che assiste i coniugi insieme a Grassani –. Mancavano i requisiti della flagranza o della quasi flagranza: i fatti contestati erano già conclusi e l’arresto non avrebbe dovuto avvenire in quelle modalità».
Vildoza e la moglie non hanno rilasciato dichiarazioni all’uscita dal Tribunale. I legali hanno però assicurato che parleranno al termine dell’intera vicenda giudiziaria. «In questo momento sono profondamente provati dall’esperienza dell’arresto – ha concluso Bellipario – un contesto molto difficile, in cui non è stato possibile comprendere cosa stesse accadendo, pur non avendo fatto nulla di male. Una situazione delicata che ha segnato questi tre mesi della loro vita».
Fonte: Corriere di Bologna
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