Virtus Bologna
I più presenti 3) Renato Villalta
Renato Villalta è terzo nella classifica dei più presenti a referto in gare ufficiali nella storia della Virtus con 558 presenze
Renato Villalta arriva a Bologna nella Virtus neo Campione d’Italia nell’estate del 1976. Era cresciuto cestisticamente a Mestre, sotto la guida di Gianni Augusto Giomo, che aveva giocato sei stagioni alla Virtus dal 1962 al 1968, prima di essere sostituito dal fratello Giorgio (che resterà, invece, un solo anno). Gianni Giomo aveva già dimostrato le sue qualità nel guidare i ragazzi, vincendo uno scudetto con gli allievi nel 1966, il primo di una lunga serie a livello giovanile per le V nere; non aveva grandi talenti a disposizione, ma quei ragazzi giocavano una bellissima pallacanestro.
La trasformazione in di Renato Villalta in ala grande
Poi Giomo a Mestre “modellò” il pivot Renato Villalta. Arrivato a Bologna, dovette inserirsi nel telaio della squadra campione, con Caglieris, Antonelli, Bertolotti, Serafini, Driscoll. L’allenatore Peterson trasformò presto Villalta in ala forte. Renato ripagò quella scelta diventando probabilmente il “4” italiano più forte di tutti i tempi e un giocatore tra i più forti d’Europa. Con la Virtus ha disputato sei finali scudetto vincendone tre. Quella del 1979 contro il Billy Milano, l’anno dopo contro Cantù e nel 1984 di nuovo contro l’Olimpia, il decimo tricolore delle V nere, che Renato Villalta vinse da capitano, il secondo vinto nel capoluogo lombardo facendo male entrambe le volte al suo vecchio allenatore Peterson. Le due prime finali europee della storia bianconera, perse per un totale di tre punti di scarto.
Record di punti
Nel 1978 la Coppa delle Coppe sfuggita a Milano contro Cantù. Tre anni dopo la Coppa dei Campioni a Strasburgo, vinta dal Maccabi. La gara suscitò molte polemiche per la direzione arbitrale. Due finali di Coppa Italia, nel 1984 e nel 1989, entrambe vinte a Bologna contro Caserta. I 9048 punti segnati con la V nera sul petto in gare ufficiali costituiscono il record assoluto della storia della Virtus, realizzati in 558 gare (terzo assoluto per numero di presenze), alla media di 16,22 punti per partita, danno ulteriore luce al suo curriculum bianconero. Il numero dieci di Renato Villalta (solo nella sua seconda stagione bolognese giocò con l’11, lasciando il 10 a Bonamico rientrato dal prestito alla Fortitudo) è una delle tre maglie ritirate dalla Virtus, unitamente a quelle di Brunamonti e Danilovic. Nelle tre serie di finali che portarono allo scudetto viaggiò sempre a oltre venti punti di media.
L’ultimo anno alla Virtus
Nel suo ultimo anno a Bologna alzò la Coppa Italia e ritrovò quel Peterson che lo aveva allenato al suo arrivo alla Virtus. Infatti Dan era ritornato come Direttore Tecnico, costruendo una squadra che era una sintesi della carriera bolognese di Renato Villalta. C’erano Brunamonti, Bonamico e Binelli, suoi compagni ai tempi del decimo scudetto. Silvester che nel 1979 era avversario nella “Banda Bassotti” del Billy. Gallinari che nel 1984 era nell’Olimpia che contese il titolo della stella alle V nere. A simboleggiare i grandi stranieri con cui aveva giocato Renato (Driscoll, Roche, Cosic, McMillian, Marquinho, Van Breda Kollf, tanto per citarne alcuni), due stelle NBA come Richardson e Johnson.
Renato Villalta in Nazionale
In nazionale, nel suo periodo alla Virtus, Renato Villalta ha disputato 195 gare segnando 2265 punti e nessun altro ha mai fatto meglio in entrambe le voci (contando anche il periodo a Mestre diventano, rispettivamente, 207 e 2280), vincendo l’argento olimpico a Mosca nel 1980 e l’oro a Nantes nel 1983.
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